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Macrico, il sindaco scrive a don Aragosa: "Manutenzione affidata ai 200 migranti che ospiteremo"

15 / 04 / 2017

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Carla Caputo

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Il sindaco di Caserta Carlo Marino ha scritto una lettera al presidente dell'Istituto sostentamento clero di Caserta proponendo di far gestire la manutenzione dell'area ai 200 rifugiati che arriveranno a breve nel Capoluogo per prevenire nuovi incendi dopo i tre che sono scoppiato dall'inizio dell'anno.
LA LETTERA. 
 

"Gentile Presidente,

in questi ultimi anni l’area ex Macrico è stata oggetto di diversi interventi emergenziali volti a fronteggiare problematiche che hanno minato la sicurezza pubblica, come la caduta di alberi e rami che rasentano il perimetro dell’area o i frequenti incendi, dei quali l’ultimo si è sviluppato proprio lo scorso 9 aprile, con relative difficoltà dei Vigili del Fuoco a domare le fiamme. Il Comune di Caserta ha il dovere di assicurarsi che l’area venga tenuta in sicurezza, pur riconoscendo l’indubbia difficoltà della gestione di una superficie così estesa. È per questa ragione che, con la presente, il sottoscritto intende proporre una possibile soluzione al problema della manutenzione dell’area ex Macrico. Il Comune di Caserta è capofila del più grande progetto S.P.R.A.R. della Campania. La nostra città non ha affrontato in termini emergenziali il dramma delle migrazioni, ma ha predisposto un’accoglienza di livello altissimo per 200 rifugiati. Essi sono ospitati in appartamenti e sostengono un programma di inclusione strutturato con diverse attività: scuola d’italiano, corsi di formazione professionale, attività di riqualificazione urbana. Caserta diventa così un modello di accoglienza nazionale, perché promotrice di un’inclusione sociale “bilaterale”, che coinvolge autoctoni e rifugiati in processi di miglioramento del contesto che circonda tutti. In quest’ottica si propone all’Istituto di ricondurre ai beneficiari del progetto S.P.R.A.R. e agli operatori e volontari che curano i rapporti con tali beneficiari, la manutenzione dell’area ex Macrico, senza oneri per l’ISDC al di fuori delle attrezzature necessarie. Con apposita convenzione tra gli Enti, l’ISDC sarebbe, ovviamente, sollevato da qualsiasi tipo di responsabilità circa eventuali danni e/o infortuni che potrebbero verificarsi nel corso delle attività. Si richiede, a tal fine, un incontro con la S.V. al fine di esplicitare la proposta nel dettaglio e giungere ad un accordo che sia positivo per l’Istituto e per l’intera città".

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