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Caserta perde un altro pezzo di sanità pubblica, chiude il reparto di Psichiatria all’ospedale

09 / 01 / 2015

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Redazione

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Con una delibera del 31 dicembre l'Asl di Caserta dispone lo smantellamento del reparto di Psichiatria ospitato presso l'Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. “Questa scelta – commentano i consiglieri comunali del Pd - ha un che di incredibile, ancora una volta si priva la città capoluogo di un servizio essenziale e si giustifica ciò con motivazioni oggettivamente minori. E' una decisione che contravviene al Piano Ospedaliero regionale, che prevede 3 reparti di Psichiatria nella Asl Caserta riducendoli a due per "risparmiare", e tra i tre si sceglie di chiudere quello che serve l'Ospedale più importante e grande della Provincia, danneggiando l’assistenza psichiatrica della conurbazione di Caserta e dei suoi circa 300.000 abitanti. Si parla genericamente di miglioramenti futuri della rete della assistenza psichiatrica, senza che sia specificato alcunché. E ci si dimentica che i posti letto di psichiatria previsti dalla Regione per la Provincia di Caserta sono già sottodimensionati rispetto agli standard nazionali. E la città di Caserta intanto perde un altro pezzo di sanità pubblica, parte essenziale del complesso dei servizi per la salute mentale. Non regge la motivazione del risparmio di risorse, perché è risaputo che il costo maggiore in sanità è quello per il personale, e quello è già presente adesso presso i tre Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura della Asl Caserta e dunque non si può tagliare. E se il problema è il costo dell'utilizzo in convenzione degli spazi presso l’Ospedale di Caserta ci sono tanti modi per dirimere la questione, ma non a scapito della cittadinanza. L’approssimazione che questa decisione dimostra è preoccupante e rende evidente che il problema è di politica sanitaria complessiva per Caserta e per la provincia. La regione Campania se è in grado deve intervenire per evitare che continui una gestione irresponsabile della sanità che spoglia la città capoluogo di servizi essenziali per i cittadini, specie quelli più fragili. È già accaduto con il sistema delle cure tumorali e sta accadendo con la salute mentale. La città di Caserta non può essere umiliata da tecnici che dimostrano, con scelte avventate, di essere distanti e disinteressati alle sue esigenze. E la politica, aldilà di schieramenti e di colori, deve rimediare a questi fatti che, stravolgendo gli atti di indirizzo, danneggiano l'assistenza nella nostra città”.

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