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Perquisizione in casa di Cosentino, maresciallo dei carabinieri in manette

28 / 07 / 2016

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Valentina Martinisi

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Nelle prime ore di oggi, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Napoli – ufficio Gip, nei confronti di Giuseppe Iannini, maresciallo dei carabinieri, ritenuto responsabile di rivelazione ed utilizzo di segreti d’ufficio, aggravato dalla finalità mafiosa. L’attività investigativa trae origine dall’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino, avvenuta il 3 aprile 2014, in occasione della quale era stata rinvenuta in suo possesso una pen drive contenete documenti relativi agli atti giudiziari (informative di reato, richieste di intercettazioni ed ulteriori atti riguardanti collaboratori di giustizia) coperti dal segreto d’ufficio. L’immediata esecuzione sul posto di una copia forense del materiale informatico e la successiva analisi del contenuto, in aggiunta ad attività tecniche e riscontri testimoniali, hanno consentito di individuare in Giuseppe Iannini colui che ha volontariamente rivelato a Cosentino atti coperti da segreto d’ufficio, di cui era a conoscenza e in possesso in virtù del decennale periodo di servizio presso il Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, mediante la consegna di una pen drive contente informative e note investigative con richieste di intercettazioni sul clan Puca di Sant’Antimo e sui suoi contatti con esponenti istituzionali e imprenditori. Le indagini hanno inoltre evidenziato che Cosentino era in possesso anche delle versioni informatiche di un falso verbale d’interrogatorio apparentemente reso da un collaboratore di giustizia, in relazione al quale l’imputato aveva ammesso solo il possesso di una copia cartacea, sempre rinvenuta nella medesima perquisizione del 2014. Contestualmente all’esecuzione del provvedimento cautelare è stato notificato a Nicola Cosentino, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari fuori Regione, un decreto di perquisizione personale e locale, nonché informazione di garanzia per il reato di ricettazione aggravata dalla finalità mafiosa per aver ricevuto e detenuto la pen drive contente i dati coperti da segreto istruttorio. L’indagine costituisce il proseguimento dell’attività investigativa, avviata dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Caserta sin dal marzo del 2011, che ha già consentito l’esecuzione di 23 provvedimenti cautelari a carico di imprenditori, funzionari pubblici, esponenti del mondo politico e appartenenti alla criminalità organizzata, nonché il sequestro di beni e complessi aziendali per un importo stimabile in più di 100 milioni di euro. L’Arma dei carabinieri ha provveduto a sospendere dall’impiego il militare ai sensi dell’art. 915 cod. ord. mil. Il Nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza di Napoli ha eseguito ulteriori perquisizioni in varie località del territorio nazionale delegate dalla Procura di Napoli e concernenti ulteriori documenti informatici rinvenuti nell’abitazione di Nicola Cosentino il 3 aprile 2014, al fine di approfondire spunti investigativi connessi alle attività di altre persone già sottoposte ad indagini dall’ufficio. 

 

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