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Il giallo della scuola di Ercole, i genitori vogliono incontrare Crispino prima del trasferimento

20 / 04 / 2017

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Redazione

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A pochi mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico, il futuro degli studenti dell’Istituto comprensivo “Collecini-Giovanni XXIII” di Ercole a Caserta resta ancora un rebus. In questi mesi, infatti, si è scoperto che la struttura che ospita la scuola non è di proprietà comunale bensì nelle disponibilità dell’imprenditore casertano Antonio Crispino. Una ‘classica cosa casertana’ verrebbe da pensare ma che crea un serio problema ai genitori che dal prossimo anno dovrebbero trasferire i propri figli in un’altra scuola (a corso Giannone, secondo le indicazioni dell’assessore Daniela Borrelli). Intanto però i genitori che si sono riuniti nel “Comitato Genitori dell’Istituto comprensivo Collecini-Giovanni XXIII” lanciano un appello al costruttore Crispino per cercare di arrivare ad una soluzione diversa. “In questi mesi - si legge in una nota - abbiamo avuto modo di incontrare sia il legale del costruttore Antonio Crispino, Claudio Ursomando, sia recentemente, grazie all’impegno del consigliere Giovanni Megna, il sindaco Carlo Marino a cui è stata consegnata una petizione, sottoscritta dai genitori degli alunni dell’istituto per chiedere, sostanzialmente, un impegno forte affinché le autorità civili possano impegnarsi a chiarire quali sono state le procedure che hanno riportato la struttura di via San Francesco nella disponibilità del privato e a fare il possibile per salvare la scuola, non per esigenze ‘personali’ dei genitori, ma per garantire una vita ordinaria ad una frazione, Ercole, che alla chiusura della scuola (dopo la chiusura della Posta) resterà una frazione di mero passaggio automobilistico. La vicenda resta, per noi genitori, ancora oscura visto che nessuno è stato in grado di chiarire alcunché. L’avvocato Ursomando ha ribadito che la proprietà è di Crispino il quale, però, non ha mai avuto un contratto d’affitto stipulato con il Comune. I genitori del comitato ci tengono a sottolineare che, pur ringraziando l’amministrazione per la soluzione alternativa proposta, il problema non è tanto quello della collocazione dei bambini. Se la scuola di Ercole chiuderà non ci sarà bisogno di trasferire in blocco i 36 alunni visto che ogni genitore, a quel punto, trasferirà il proprio figlio nella scuola più comoda alle proprie esigenze quotidiane, che si tratti di plessi a Casagiove o nel capoluogo. Quello che il comitato genitori auspicava era un vero interessamento per fare chiarezza e valutare i margini legali e amministrativi per ripristinare la precedente situazione, obiettivi che oggi paiono difficilmente raggiungibili. Non tocca al comitato genitori promuovere cause o inserirsi in vicende giudiziarie, se queste ci saranno, tra l’amministrazione e la proprietà. Non sapendo come fare ci appelliamo direttamente al costruttore Antonio Crispino, l’unico con cui non abbiamo direttamente interloquito, affinché possa incontrarci e spiegare anche il suo punto di vista, magari documenti alla mano”.

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