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Castagne, allarme della Cia: «Il caldo distruggerà il 50% della produzione»

30 / 08 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Secondo quanto dichiarato da Salvatore Ciardiello, presidente della Confederazione italiana agricoltori della Campania, quest'anno la produzione di castagne nella regione si preannuncia "ancora peggiore a causa del caldo torrido e della siccità prolungata, autentiche sciagure per le piante già debilitate dall'insetto distruttivo, che da solo è capace di ridurre lo sviluppo produttivo di una pianta fino al 50-60%. In Campania - ha continuato - si stima una stagione con il 70% in meno raccolto in modo particolare nelle aree più vocate e con produzioni di eccellenza come le Ipg di Montella (Avellino), Roccamonfina (Caserta), Benevento e Roccadaspide (Salerno)". Si prevede, quindi, una stagione in `rosso' a livello nazionale per le oltre 34mila imprese del comparto, che tra il 1999 e il 2007 hanno potuto contare su una produzione pari a un valore medio di ben 46 milioni di euro di cui il 55% di appannaggio della Campania. "Oggi tante realtà produttive non riescono a recuperare gli alti costi di produzione e spesso sono costrette ad abbandonare i castagneti. E' per questo - ha concluso Ciardiello - che al disastro economico e sociale si unisce un elevato rischio ambientale, costituito dai tanti ettari di bosco di castagni che non possono più contare sulla manutenzione e sul presidio dell'agricoltore".
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