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DISASTRO AMBIENTALE DE GENNARO | Il sindaco chiude l' ospedale: poi arriva la revoca. ECCO IL MOTIVO

27 / 07 / 2018

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Redazione

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Caos in mattinata all’ospedale di Marcianise dove era giunta l’ordinanza emessa ieri dal sindaco Antonello Velardi che, recepita dall’Asl, stava per portare alla chiusura dei reparti del nosocomio.

Il direttore del presidio Laura Leoncini, dovendo adempiere al provvedimento siglato ieri dal primo cittadino, sulla scia di quando evidenziato dall’Asl competente dopo il rogo di Pascarola, stava già organizzando la sospensione delle attività delle sale operatorie, del pronto soccorso, delle degenze e degli ambulatori alimentate dagli impianti di condizionamento. Il sindaco ne aveva sollecitato la chiusura per evitare che l’aria malsana causata dall’incendio di Caivano, attraverso gli impianti, potesse essere inalata anche dai pazienti.

L’Asl stava predisponendo, in concordanza con l’ordinanza del sindaco in qualità massimo responsabile della salute pubblica, la chiusura delle bocche di aspirazione delle sale operatorie e delle camere e delle apparecchiature che alimentano le sale operatorie.

Ciò avrebbe portato, in assenza di ricambio d’aria, alla chiusura dei reparti di Chirurgia, Cardiologia, Ostetricia e Ginecologia, Gaestroenterologia, Fisiopatologia e del pronto soccorso ospedaliero, oltre a quelli di Medicina e Pediatria con conseguenze trasferimento dei pazienti a Maddaloni o la loro dimissione per i casi meno gravi.

Al momento di eseguire tali disposizioni, l’intervento è stato bloccato, alla luce della seconda ordinanza emessa questa mattina dal sindaco con cui si annullano gli effetti del primo provvedimento. Questo provvedimento, preso dopo le rassicurazioni dell’Arpac, però, è giunto solo pochi istanti fa in via Santella e ciò ha provocato momenti di concitazione soprattutto per decidere se accettare nuovi pazienti. Una volta giunta la seconda ordinanza del sindaco il giallo è stato chiarito e l’Asl ha potuto revocare anche le sue disposizioni. L’ospedale sta attualmente lavorando a pieno regime e secondo i ritmi consueti.

LE DISPOSIZIONI DELL’ASL DOPO LA PRIMA ORDINANZA

 

L’ORDINANZA DI STAMATTINA DI VELARDI

L’ASL RECEPISCE LA SECONDA ORDINANZA

IL POST DEL SINDACO

Continua a bruciare il deposito della ditta Di Gennaro nell’area industriale di Caivano, ai confini con Marcianise. Il fumo è ben visibile, da lontano: ne avremo ancora per giorni, è davvero una bomba ecologica.

Nel frattempo l’Asl di Caserta mi ha trasmesso una nota dell’Arpac che va nella direzione opposta a quanto mi aveva comunicato un’altra Asl, quella di Pozzuoli da cui dipende Caivano. Ho perciò firmato una nuova ordinanza che di fatto annulla quella precedente. Pericolo cessato a Marcianise, secondo l’Asl di Caserta.

Mi scuso con i cittadini per queste notizie contraddittorie ma non dipende da me; piuttosto esse sono la conferma che la mano destra non conosce quello che fa la mano sinistra. Ormai è una corsa continua dei burocrati a pararsi il sedere, a prescindere dalle esigenze vere della gente. Pagliacciate.

L’unico conforto mi arriva dal fatto che sulla vicenda ha messo becco la magistratura, una magistratura seria che non guarda in faccia a nessuno. Le indagini su cause e responsabilità sono condotte direttamente dal procuratore di Napoli Nord, il dottore Francesco Greco. Magistrato di primo livello, di assoluta affidabilità: siamo finalmente in buone mani. Ottime mani.

Quanto al resto che dire? Ribadisco ciò che ho già detto ieri in un’intervista a Mediaset e stamattina in un collegamento con RadioTre: occorre serietà, professionalità, rigore nella gestione dei rifiuti sui nostri territori. Via tutti i lestofanti, i traffichini, gli speculatori. Vanno presi con i forconi. Vanno inchiodati alle loro responsabilità. Noi come Comune di Marcianise lo stiamo facendo e ora saremo ancora più inflessibili. E lo saremo anche con tutti quegli enti che finora hanno agito da baracconi della politica: si allineassero, svolgessero la loro attività in modo serio anziché coprire gli amici e gli amici degli amici.

Quanto poi agli amici e agli amici degli amici, dò loro un caldo consiglio: anziché blaterare stessero zitti. Anzi si rifugiassero nelle loro ville a mare, da Capri a Baia Domizia, a Gaeta e Sperlonga: stessero al mare, si godessero le fortune accumulate finora prendendo in giro la gente. Ma stessero zitti. Almeno questo, stessero zitti; perché noi siamo incazzati per davvero. E abbiamo una gran voglia di prenderli tutti con i forconi.

 

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