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Cisl, Cgil e Uil insieme per la Sun: «Concentrazione sulla formazione degli studenti»

02 / 04 / 2015

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Redazione

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La discussione che si è aperta sul nome dell’Ateneo e che ha visto il coinvolgimento di importanti personalità del mondo della cultura, delle professioni, della Chiesa sollecitate dal forte protagonismo del movimento associazionistico, vede partecipe il movimento sindacale casertano che da tempo sostiene la necessità di marcare anche nel nome l’autonomia e la territorialità dell’Università casertana. «La soluzione che sembra imporsi da parte del Senato accademico non è soddisfacente: non coglie il sentimento diffuso di contrassegnare nel nome dell’Università il territorio che la ospita, come avviene peraltro ovunque nel Paese – affermano gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil -  Fermo restando queste considerazioni, occorre però evitare il rischio che la discussione sul nome distolga l’attenzione dal ruolo che l’Università casertana deve avere nei processi di crisi-sviluppo di questa provincia, della sua funzione di traino, della sua integrazione con il mondo del lavoro e della produzione, della sua interazione con il sistema scolastico e formativo del territorio. Va messo in campo un confronto a tutto campo tra istituzioni, forze politiche, parti sociali e imprenditoriali a cui l’Università deve partecipare per definire gli assi su cui insistere ai fini di una prospettiva di nuovo sviluppo territoriale e della formazione di specialismi, competenze, professionalità che ad esso occorrono, al fine di evitare una separazione tra formazione culturale e indirizzi economico-produttivi che rischiano di non dare un futuro ai giovani laureati e di non arrestarne la fuga dal territorio. Va cioè evitata una marginalizzazione dell’Università rispetto al territorio, l’accentuarsi di fattori di debolezza già presenti nella scelta che fu fatta di decentrarla sul territorio provinciale, una scelta sbagliata fatta a fini politici e di organizzazione del consenso che, a distanza di venti anni, mostra ormai tutti i suoi limiti, sia in termini di prestigio dell’Ateneo, sia per i disagi che ha procurato e procura agli studenti, molti dei quali fuori sede, che sostengono spese enormi. Il sindacato confederale casertano, che da anni si batte sulle questioni dello sviluppo del territorio, considera indispensabile che la principale dotazione infrastrutturale immateriale della provincia, che è appunto l’Università, acquisisca sempre di più qualificazione, autonomia dal capoluogo regionale, a partire dalla costruzione del Policlinico, integrazione interna e verso le realtà produttive, con le strutture di ricerca esistenti e con quelle che essa può ulteriormente sollecitare nei settori strategici delle telecomunicazioni, dell’aerospazio, dell’agroalimentare, della ricerca medica e farmaceutica. CGIL, CISL, UIL di Caserta sono pronte ad un confronto a tutto campo su queste questioni prioritarie per affrontare la crisi e per dare una prospettiva di sviluppo al territorio e di futuro ai giovani, una prospettiva per la quale il contributo dell’Università è indispensabile. Occorre che della necessità e urgenza di questo confronto si facciano carico le forze politiche e le istituzioni, locali e regionali, un confronto dentro il quale la stessa scelta del nome da conferire all’Ateneo assume maggiore sostanza e significato».

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