Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Clan Belforte, la Dia sequestra le `residenze estive` dell`imprenditore Tartaglione

09 / 07 / 2012

|

Giuseppe Perrotta

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Due appartamenti e due terreni a Terracina, nel basso Lazio, del valore di circa un milione di euro, sono stati sequestrati dal personale del Centro operativo Dia di Napoli a Salvatore Belforte, killer dell'omonimo clan, attualmente detenuto e fratello del capoclan Domenico. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere-Collegio per l'applicazione di misure di prevenzione e riguarda un patrimonio intestato formalmente a Salvatore Tartaglione. Salvatore Belforte è considerato un elemento di primo piano nella realtà camorristica di Marcianise, nel Casertano, ricoprendo il ruolo di braccio armato dell'organizzazione, un vero e proprio sicario, violento e impulsivo, che si assumeva la responsabilità delle decisioni più dure e pericolose essendo il capo `militare' del gruppo, agendo in prima persona e influenzando il fratello, dall'indole più moderata. L'uomo fu, inoltre, ritenuto responsabile dell'omicidio di Giovan Battista Frongillo, maturato nell'ambito della sanguinaria faida tra la famiglia Belforte e il clan Piccolo, autonome anche rispetto ai Casalesi, che ha causato numerose vittime nel corso degli anni. Tartaglione si è rivelato in strettissimi rapporti con il sodalizio criminale, tanto da curarne gli interessi economici e da prestarsi ad investimenti di varia natura per conto del clan, arrivando a chiedere la loro protezione per non essere ostacolato da altre organizzazioni camorristiche. Le iniziative economiche e imprenditoriali, per lo più in campo immobiliare, portate avanti da Tartaglione costituiscono uno dei meccanismi attuati dai Belforte per reperire canali di investimento, con il doppio proposito di impedire l'individuazione di risorse patrimoniali e finanziarie di origine illecita e di renderle al tempo stesso produttive, assicurandosi fonti lecite di ricchezza capaci di nascondere l'origine delittuosa del capitale investito. Nell'agosto del 2011 Salvatore Belforte era stato già colpito da un provvedimento di confisca di beni per un valore di oltre 110 milioni di euro, alcuni dei quali intestati al prestanome Tartaglione. I beni sequestrati oggi a Terracina, in via Provinciale San Felice, erano sfuggiti alla prima fase dell'attività d'indagine.
Marcianise Cronaca Casal di Principe Curti Curti Carinola
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.