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Coca dal Brasile, 15 arresti: parlavano in dialetto `Sawadi` per non farsi intercettare

22 / 05 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Un'organizzazione di narcotrafficanti transnazionale è stata sgominata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno eseguito quindici ordinanze di custodia cautelare in carcere - emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma Simonetta D'Alessandro, su richiesta del Procuratore Aggiunto della Repubblica, Leonardo Frisani - nei confronti di cittadini tanzaniani residenti nelle province di Roma, Napoli, Latina e Caserta. Attraverso gli SMS e le telefonate ricevute da quest'ultimo sul suo cellulare, è stato possibile individuare gli altri componenti della banda di narcotrafficanti, tutti di nazionalità tanzaniana. Un valido ausilio è giunto anche dall'incrocio dei dati inerenti alla prenotazione del biglietto con le informazioni relative ai passeggeri in arrivo in Italia, che hanno messo in evidenza la regia una donna - De Santana Maria Marilena - che dal Brasile gestiva l'invio a pioggia di numerosi corrieri ovulatori. A Roma e a Napoli operavano rispettivamente Kirro Zura e Hassan Kaburuma, capi dell'organizzazione, la cui struttura annoverava gregari specializzati nelle varie funzioni, dalla lavorazione al taglio dello stupefacente, dal trasporto alla commercializzazione ed allo spaccio. Tutti gli indagati comunicavano tra loro nell'idioma «Swahili» - di difficilissima comprensione - nonché utilizzavano prudenzialmente schede telefoniche intestate a persone di fantasia ed i canali dei «money transfer», per regolare finanziariamente le compravendite delle partite di droga ed il trasferimento all'estero dei proventi illeciti. Oltre a curare l'arrivo della cocaina dal Brasile, Kirro Zura e Hassan Kaburuma, si occupavano anche degli approvvigionamenti di eroina, che aveva luogo nelle province di Napoli e Caserta, grazie a contatti diretti con connazionali fornitori in Turchia e Grecia. In un caso, certamente singolare, a finire in manette sono stati due collaboratori di Kirro Zura, bloccati all'aeroporto di Fiumicino mentre tentavano di far uscire un carico di eroina diretto in Canada.
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