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Sarogni-Bosco, rottura ufficiale. Ma il bilancio passa grazie all'astensione della minoranza

20 / 04 / 2017

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Redazione

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"Da stamattina è ancora più chiara e nitida la volontà del sindaco e di 'Casapulla Domani' di tenerci fuori dalla maggioranza, non prendendo nemmeno in considerazione le nostre proposte di emendamento al bilancio comunale. Proposte che andavano nella direzione di un maggiore coinvolgimento dei commercianti, oltre che di una maggiore tutela delle fasce deboli, dei giovani e degli anziani". E' la presa di posizione chiara di Luigi Bosco, capogruppo al Comune di Casapulla e consigliere regionale di Campania Libera che di fatto sancisce la rottura ufficiale col sindaco Michele Sarogni. "Non resta che prendere atto che la parola 'condivisione' usata dal sindaco - riprende Bosco - è stata solo uno spot utilizzato per provare a far passare silente e senza responsabilità il voto di astensione di parte della minoranza, che, di fatto, quest'oggi è stata stampella di 'Casapulla Domani' ed entra quindi a pieno titolo negli ingranaggi di maggioranza. Il nostro voto contrario è motivato anche da forti perplessità in ordine ai debiti fuori bilancio, ai crediti di dubbia esigibilità ed ai residui attivi. Le somme riportate in seno al documento finanziario sono poco credibili e prestano il fianco a molte criticità e responsabilità di diverso tipo, come peraltro già evidenziato dallo stesso revisore dei conti nella sua relazione. Il sindaco continua a trincerarsi dietro ai soliti attacchi al passato, dimenticando, però, ahilui, che, prima di essere eletto sindaco, è stato presidente di 'Casapulla Domani' e pertanto è stato parte attiva delle scelte della precedente amministrazione. Per cui non sia ipocrita e accetti il fatto che è alla guida del Comune da ben tre anni e non da tre mesi e che sono parecchi gli scivoloni in cui è incorso e per i quali non può dare colpe a nessun altro; basti pensare alle occasioni di finanziamento perse, così come al contenzioso gestito con la ditta 'Esogest' che ha portato l'Ente ad essere condannato per lite temeraria, con aggravio di spese e di interessi che si potevano e dovevano evitare. Pertanto, l'atteggiamento di chiusura netta del sindaco e la posizione ambigua dell'ex minoranza, ci costringeranno a sedere già dai prossimi consigli tra i banchi dell'opposizione».

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