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Comuni in fuga dal Consorzio Unico affidano l’appalto rifiuti a ditte private, denuncia in Procura contro decine di sindaci

28 / 03 / 2013

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Redazione

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Il fallimento annunciato del Consorzio unico dei rifiuti sta provocando un vero e proprio terremoto in provincia di Caserta, dove decine di Comuni, che avevano affidato l’appalto per la raccolta rifiuti al Cub, adesso, stanno effettuando passaggi di cantiere affidando i servizi a ditte private. Una situazione che rischia di rendere inutile la battaglia che i sindacati stanno portando avanti da quando, con tanto di nota, il commissario liquidatore del Consorzio unico di Caserta Gaetano Farina Briamonte aveva annunciato lo stop della raccolta per la mancanza di liquidità nelle casse del Consorzio dettata dai mancati pagamenti dei canoni da parte dei Comuni. Una situazione che mette, adesso, in serio pericolo il futuro lavorativo dei dipendenti del Consorzio stesso e che ha spinto la Fiadel ha presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere facendo percepire la presenza di un possibile danno erariale. “A seguito di nota inviataci dal Consorzio Unico di Bacino, a firma del Commissario Liquidatore Gaetano Farina Briamonte – spiega in una nota il segretario provinciale della Fiadel Giulio Testore - risulta dalla stessa che sono molti i comuni che potrebbero  procurare un danno erariale. Inoltre sottolineiamo che in base al Decreto Legge n.1 del 14 Gennaio 2013 come già scritto nella piattaforma regionale a firma delle quattro sigle sindacali firmatarie del contratto nazionale  e dell’aderente Ugl, le attività consortili sono prorogate sino al 30 Giugno 2013, e per tanto riteniamo non comprensibile, per non usare altro termine, la decisione dei Commissari Liquidatori Lorenzo Di Domenico e Gaetano Farina Briamonte, di sospendere prima del tempo previsto per legge i servizi del Consorzio Unico di Bacino. Ancora più incomprensibile appare poi, la motivazione, in quanto il disastro finanziario sarebbe dovuto al mancato pagamento dei canoni da parte dei Comuni, dove il CUB presta i propri servizi. Allora ci si chiede come sia possibile che i comuni, non paghino un Ente, del quale sono anche soci, mentre poi paghino le ditte private,  alcune delle quali , tanto per usare un eufemismo, nate la sera per la mattina. Infine crediamo sia giusto porre l’attenzione anche su quei Comuni fuoriusciti negli ultimi due anni, alcuni dei quali per Legge, essendo la loro popolazione superiore ai quindicimila abitanti, che non hanno preso la quota intercantiere, né gli amministrativi, ed in alcuni casi, neanche il personale storico”. 
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