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CONCORSONE IN REGIONE | Doccia fredda: arriva lo stop del Tar durante gli scritti

12 / 02 / 2020

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Redazione

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Stop del Tar al 'Concorsone' della Regione Campania. Quasi in concomitanza con l'inizio della seconda prova (partita ieri), il Tar della Campania ha fermato la procedura concorsuale. Una decisione che avrà conseguenze importanti, quantomeno dal punto di vista dei tempi, che a questo punto si dilateranno a dismisura.

Il ricorso che ha portato alla decisione odierna dei giudici amministrativi è quello, per diversi candidati esclusi, presentato dallo Studio Legale Leone Fell & C., in cui venivano contestate "le modalità operative con cui il Formez e la Commissione Ripam hanno gestito la selezione". Si tratta del concorso per i profili della categoria D (950 posti(, ma gli avvocati hanno fatto sapere che identico ricorso è stato presentato per quanto riguarda la categoria C, con udienza cautelare fissata al 25 febbraio prossimo.

"Sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, sia pure, per quanto si preciserà infra, nei limiti della sospensione della procedura concorsuale in corso, non resistendo i gravati atti alle censure demolitorie dedotte con il primo motivo di ricorso", spiega il Tar. Insomma, tutto fermo fino al prossimo 6 ottobre, giorno in cui è fissata l'udienza per la definizione del processo.

La principale contestazione da parte degli esclusi riguarda il presunto mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove preselettive. "Si tratta di garanzie procedurali che consentono la parità di trattamento tra i candidati e la valutazione obiettiva dei loro elaborati", spiegano i legali cui si deve il ricorso, ovvero "il rispetto del principio risponde all’esigenza di salvaguardare la segretezza degli autori delle prove scritte fino a quando la correzione non sia stata ultimata".

La mancata busta sigillata e i tempi di correzione

Il problema a monte delle presunte irregolarità si deve – secondo i ricorsisti – alle modalità di consegna della prova. I candidati “hanno apposto sul figlio risposte a lettura ottica e sul cartoncino anagrafico due talloncini identici, contenenti medesimo codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico codice numero di sei cifre”. Fogli risposte e cartoncini però “non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’esterno dai candidati, come prescritto peraltro dall’art. 14 del D.P.R. 487/94”, fa sapere lo studio legale cui si deve il concorso, e “il predetto codice numerico, facilmente memorizzabile e identificabile, ha finito per svolgere, almeno potenzialmente, funzione di segno di riconoscimento”. Il Tar ha rilevato anche che nonostante l’utilizzo di sistemi ottici, la correzione delle prove preselettive si è “immotivatamente protratta per tre mesi”.

Stop a tutti i concorsi Formez?

“La violazione dell’anonimato – è la spiegazione di Ciro Catalano, del pool che difende i ricorsisti – è avvenuta per tutti i concorsi gestiti dal Formez e dalla Commissione interministeriale Ripam. Si tratta dunque di tutti i maxi-concorsi che si stanno svolgendo in questo momento in Italia, come ad esempio quello per n. 1052 assistenti alla vigilanza indetto dal Miba

concorsi REGIONE CAMPANIA tar
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