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Violenze ed abusi al Villaggio dei Ragazzi, condannati 5 educatori

17 / 05 / 2017

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Redazione

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Si è concluso con cinque condanne ed altrettante assoluzioni il processo per gli abusi al Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni.  Il collego presieduto da Orazio Rossi ha condannato Domenico Bellucci a 3 anni e 6 mesi: Vincenzo Crisci a 2 anni ed 8 mesi; Maria Iesu a 2 anni e 6 mesi; Gianluca Panico a 2 anni e 4 mesi; Francesco Edattico a 2 anni e 2 mesi. Assolti, invece, per intervenuta prescrizione Antonio Moretta, Vincenzo Raucci, Giovanni Di Virgilio. Assolti dalle accuse Antonio Rosario Cerimoniale e Ferdinando Pietropaolo. Le indagini sono state basate sulle dichiarazioni delle piccole vittime, ascoltate dai pm della procura con l'ausilio di una psicologa che hanno ricostruito le modalita' con le quali i giovani erano stati trattati da alcuni educatori dell'istituto. Convergenti anche nella rappresentazione di metodi che integravano atti di maltrattamento volti alla sistematica sopraffazione e vessazione di minori indifesi. Secondo la Procura, le condotte erano abitualmente commesse, tra l'altro, con l'uso della violenza fisica e psichica e mediante la mortificazione delle vittime. In alcune occasioni, a seguito delle percosse subite, le vittime avevano riportato anche lesioni personali. Le vittime erano tutti minori di età compresa tra gli 11 e i 16 anni, ospitati dalla fondazione amministrata dalla Congregazione dei "Legionari di Cristo". Le indagini, secondo l’accusa, hanno mostrato l'abituale ricorso da parte dei quattro educatori a metodi umilianti e violenti nei confronti dei ragazzi ospitati a convitto nella struttura. In particolare, attraverso l'escussione di numerosi testimoni e delle vittime accertate, e' stato possibile appurare come i giovani fossero continuamente oggetto di appellativi ingiuriosi e offensivi e, nel caso manifestassero ribellione ed insofferenza a tali vessazioni, venivano percossi anche in modo selvaggio al punto che in alcune circostanze erano costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Una inchiesta resa difficile anche dallo stato di soggezione e di disagio psichico dei fanciulli e dei genitori, alcuni dei quali, consapevoli di quanto accadeva, venivano indotti a non denunciare. Nel collegio difensivo, tra gli altri, vi erano gli avvocati Mariano Omarto ed Acconcia.

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