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Consiglio rinviato a Mondragone, Pagliaro furibondo: se Marquez è incompetente si dimetta. Schiappa vuole tirare a campare

05 / 05 / 2013

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Redazione

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La decisione del sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa di rinviare il consiglio comunale di lunedì sul Consuntivo per evitare di vederselo bocciare ha acceso le polemiche. “Pur di evitare una figuraccia in consiglio comunale – afferma il consigliere comunale Udc Alessandro Pagliaro – si è preferito far fare una figuraccia al presidente del consiglio comunale Pasquale Marquez che pur di rinviare il Consiglio ha dovuto ammettere di aver effettuato una convocazione irrituale senza trasmettere gli atti dovuto”. Il consigliere Pagliaro, a nome dell’intera coalizione di Centro, aggiunge: “Ritengo o che Marquez è un incompetente o dietro il rinvio del consiglio comunale c'è una grave crisi di maggioranza senza precedenti che si cerca vanamente di nascondere. La nostra città non merita di essere amministrata in questo modo. Delle due l'una: o Marquez è davvero inadeguato al ruolo, considerato che è lui il responsabile della omessa trasmissione degli atti a corredo della convocazione del consiglio comunale del 6 maggio e pertanto dovrebbe dimettersi oppure, cosa molto più probabile, il sindaco Schiappa ha capito di non avere la maggioranza, ha capito che i consiglieri di minoranza rimangono fermi sulla loro linea di coerenza e di alternativa totale all'attuale gestione e dunque ha inteso usufruire di questo rinvio per tirare a campare un'altra quindicina di giorni facendo fare al Marquez la figura del Presidente incompetente o meglio quella del Peter Pan della politica mondragonese. Ed intanto la nostra città va a rotoli, è priva di una amministrazione effettiva capace di risolvere i problemi dei cittadini. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso. Schiappa tragga le conseguenze dovute dal fatto che oggi non ha più una maggioranza a sostenere la sua iniziativa politica e consenta alla città di trovare una nuova amministrazione che si prefigga davvero l'obiettivo di risolvere i problemi dei cittadini piuttosto che cimentarsi in inutili giochi di potere quotidiani funzionali a questa o a quella carriera politica. Domani sera unitamente al consigliere Camillo Federico, e mi auguro unitamente a tutti i consiglieri comunali, mi recherò comunque in assise perchè ritengo che quella sia la sede per decidere eventuali rinvii degli argomenti posti all'ordine del giorno. Rivolgo un pubblico appello a tutti i consiglieri comunali affinchè siano anch'essi presenti per riaffermare la centralità del civico consesso quale luogo primario delle decisioni e della partecipazione”.
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