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Pasticcio all'Idrico. L’Arco costretto alla ‘revoca domenicale’ ma rischia il ricorso al Tar

28 / 05 / 2017

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Giuseppe Perrotta

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Prima hanno tentato il blitz per giocarsi la partita per il rinnovo del consiglio di amministrazione a ridosso delle elezioni amministrative. Poi, capito che non c’erano i numeri, sono tornati indietro rinviando il voto, ma con una leggerezza amministrativa che avrebbe rischiato di far saltare completamente il piano. E’ la nuova ‘incredibile storia’ che vede coinvolto il Consorzi Idrico Terra di Lavoro. Nei giorni scorsi vi avevamo raccontato in anteprima della decisione di convocare i sindaci per l’8 giugno per eleggere i nuovi componenti del consiglio di amministrazione. Un’operazione che aveva visto protagonista il presidente Pasquale Di Biasio (uomo di riferimento dell’europarlamentare Pd Nicola Caputo), il consigliere regionale Pd Gennaro Oliviero,  il sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa ed anche il collega di Forza Italia Gianpiero Zinzi. Ma dopo aver fatto partire le convocazioni (con firma del presidente dell’assemblea Giancarlo L’Arco), sabato è arrivato il rinvio dettato proprio dal fatto che i numeri che speravano di avere per poter mettere a segno il blitz a 3 giorni del voto delle amministrative non c’erano. Ma qui è stata commessa una leggerezza. Perché il rinnovo del Cda è stato rinviato con una motivazione che non avrebbe avuto alcun appoggio giuridico, al punto che l’altra parte del Pd (quella guidata dal consigliere regionale Stefano Graziano) insieme con Giovanni Zannini di Centro Democratico e Massimo Grimaldi del Nuovo Psi stava comunque lavorando alla composizione della lista per il voto del Cda che sarebbe stata comunque presentata lunedì mattina, contestando appunto il rinvio del voto. Ed allora di tutta fretta oggi, di domenica, il presidente dell’assemblea dei sindaci L’Arco ha dovuto firmare un nuovo documento col quale ‘revoca’ le elezioni dell’8 giugno. In realtà, qualche dubbio sulla revoca resta, al punto che qualcuno sta ragionando sull’ipotesi di un ricorso al Tar Campania per poter comunque effettuare le elezioni.

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