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Coop al risparmio, opposizione all’attacco: ‘Soldi pubblici al cugino del sindaco’

05 / 09 / 2014

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Redazione

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“Lo schieramento di centrodestra sta semplicemente svolgendo la naturale attività di controllo e di verifica degli atti amministrativi posti in essere sia dalla maggioranza di sinistra Mattucci - Di Muro - Stellato che dai Dirigenti comunali. In questo caso l’attività di controllo è ancora più doverosa visto che si parla di beni immobili comunali e di soldi pubblici”. In questo modo il riferimento politico dell’opposizione di centrodestra di Santa Maria Capua Vetere Salvatore Mastroianni ha commentato l’attività di accesso agli atti svolta in questi giorni, anche attraverso i consiglieri comunali di opposizione Fabio Monaco ed Enzo Valletta, sulla vicenda del supermercato ospitato in immobili comunali nell’ex canapificio di cui è titolare il cugino del sindaco Biagio Di Muro. Il contratto di affitto del marzo 2011 e una scrittura privata, con un atto integrativo allegato, datati rispettivamente di luglio e agosto 2014: sono gli atti acquisiti fino ad oggi rispetto ad una corposa richiesta di atti amministrativi formalmente richiesti dal centrodestra e non ancora ricevuti dall’Amministrazione comunale. Numerosissimi gli aspetti da chiarire secondo Mastroianni:  “Si aspetta ancora di avere risconto dagli uffici competenti dell’erogazione mensile dei fitti da parte della società affittuaria in favore del Comune proprietario del bene, così come non si riesce ancora ad avere risposta al facile quesito relativo all’eventuale rimborso dei soldi pagati dal Comune per lo smaltimento del rifiuti, forse anche speciali, derivati dall’incendio del capannone che l’Ente aveva, all’epoca, solo anticipato; non si ha ancora nemmeno riscontro di un cosiddetto parere di congruità degli uffici comunali sulle fatture delle spese dei lavori di adeguamento effettuati sull’immobile dell’ex palestra di basket, ed eventualmente presentate dalla società affittuaria, per lo storno sulle mensilità; se qualche funzionario del Comune, eventualmente anche sollecitato da qualche amministratore più solerte, abbia mai controllato la corrispondenza tra le aree contrattualizzate, regolarmente affittate, e quelle realmente occupate dall’attività commerciale nell’ex canapificio. Ma gli aspetti più curiosi dell’intera vicenda riguardano la scrittura privata e il relativo atto integrativo, entrambi sottoscritti dal dirigente comunale Roberto Di Tommaso e dal titolare del supermercato Luigi Di Muro, cugino del sindaco. Infatti tali documenti sembrano essere atti a se stanti, assolutamente non legati a nessuna delibera di giunta o di consiglio comunale, che invece sarebbero gli organi istituzionali che possono disporre del patrimonio comunale e dei soldi pubblici. In tale scrittura privata il Comune decide di dare al supermercato non solo il capannone incendiato, ma anche i 300 mila euro avuti come indennizzo dall’assicurazione quale ristoro per l’incendio subito dall’immobile, affinchè la società privata dia luogo, essa stessa, ai lavori necessari per il ripristino dei locali. E’ bene precisare che stiamo parlando di beni comunali e di soldi pubblici, che sono nella disponibilità degli organi istituzionali preposti (Consiglio comunale e Giunta municipale), e non del dirigente che ha funzioni di pura gestione e di esecuzione di un indirizzo politico che in questo caso si ha difficoltà anche solo ad individuare, visto che non si ha traccia di delibere di consiglio comunale o di giunta, e tantomeno esse vengono richiamate all’interno della scrittura privata e dell’atto integrativo. In pratica un modo assolutamente curioso ed innovativo di gestione sia del patrimonio comunale che dei soldi dei cittadini. Infine, solo da menzionare il fatto che  i 300mila euro di lavori, se li farà il Comune, dovrà porre in essere una precisa procedura di evidenza pubblica, se invece gli stessi lavori, come previsto nella scrittura privata, verranno posti in essere dalla società assegnataria essi saranno effettuati nella più assoluta discrezionalità del privato. Ultimo aspetto, naturalmente solo curioso e certamente fortuito e casuale dell’intera vicenda, è che il rappresentante legale della società beneficiaria di tutto ciò sia proprio il cugino diretto del sindaco. Tutti questi elementi fanno si che l’intera vicenda meriti di essere ulteriormente approfondita dalle forze politiche di opposizione di centrodestra, che hanno il dovere morale ed etico del controllo e della verifica”.

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