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CORONAVIRUS | E' caccia 'all'untore' nell’Agro aversano: il vergognoso fenomeno sui social. Trattato come un criminale

02 / 03 / 2020

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Redazione

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È successo tutto in poche ore: la notizia in serata dei nuovi 5 casi di tamponi positivi al Coronavirus in Campania da parte della task force della protezione civile e, poco dopo, il messaggio su Facebook di Enzo Guida, sindaco di Cesa. Uno dei contagiati è proprio del paese dell'Agro aversano, una persona ritornata dal Lodigiano già da diversi giorni.

Da quel momento, è esploso il panico sui social network con una sfrenata e ingiustificata caccia all'untore. Lo stesso sindaco Guida, che insieme ai suoi colleghi dei Comuni limitrofi ha protratto la chiusura delle scuole per precauzione, stamattina ha lanciato un nuovo messaggio sul suo profilo Facebook. "La situazione è sotto controllo — ha scritto — e stiamo lavorando per ricostruire i contatti e fare in modo che le ipotesi di possibile contagio siano limitate al massimo. Appena avrò maggiori notizie con un video messaggio vi terrò informati. Per ora vi chiedo di rispettare la privacy delle persone coinvolte, di non continuare a diffondere notizie non vere e di attendere le comunicazioni ufficiali. Comprendo la paura, le ansie, soprattutto di chi ha figli piccoli, però, ripeto, cerchiamo di stare calmi e pensare che tutto si può risolvere".


Rispettare la privacy è proprio ciò che non è stato fatto nei confronti del giovane contagiato di Cesa, preso di mira sui social come se fosse un criminale. Non sappiamo se questa persona sia stato imprudente nel non denunciare il suo viaggio al Nord, oppure abbia rispettato il protocollo: le voci che girano sono contraddittorie e frammentarie, ma resta ìl fatto che vedere circolare nome e cognome e foto dell'ammalato senza alcun freno ci ha riportato ad un passato lontano.

Nessun paragone tra il Coronavirus e la peste del 1630, ma rileggere i due capitoli de I Promessi Sposi dedicati all'epidemia può essere lo stesso utile per riflettere. Chi ha alimentato la caccia alle streghe dovrebbe fermarsi un attimo a pensare che il prossimo contagiato potrebbe essere proprio lui. Quale sarebbe la sua reazione se venisse messo alla gogna? Ecco, basterebbe che chi dileggia la persona contagiata si immedesimasse in lui, provando a capire come ci si può sentire in questo particolare momento.

È giusto essere cauti, adottare comportamenti sensati, sostenere le autorità sanitarie. È invece sbagliato trattare con crudeltà le persone e alimentare la caccia all'untore. È la prima epidemia social, e non può lasciarci tranquilli. Per capire meglio e reagire, non dobbiamo rivolgerci a Twitter, Facebook o Whatsapp: hanno altre priorità, meglio rivolgersi alla scienza. Alla ricerca di un comportamento equilibrato devono contribuire anche gli amministratori del territorio: il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e i sindaci, in particolare, con scelte comuni e ponderate. Ad evitare isterie devono essere prima loro (Ignazio Riccio)

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