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Corso Trieste tra polemiche ed elezioni. Lo sfogo di una città malata che non vede i veri problemi

08 / 01 / 2016

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Giuseppe Perrotta

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Chissà costa starà passando in queste ore nella testa della commissaria prefettizia Maria Grazia Nicolo' assistendo alla 'tiritera' delle polemiche dopo che, nella nottata, su corso Trieste a Caserta sono spuntate le strisce blu annunciate, con tanto di delibera approvata nei giorni scorsi, per 'pareggiare' il numero di parcheggi a pagamento da affidare alla Publiparking, cioè alla società concessionaria del servizio che si è vista, dopo il cambio effettuato in corso Giannone, ridimensionare il numero di stalli a disposizione da capitolato d'appalto. E' vero, da stamattina è possibile parcheggiare 'legalmente' su corso Trieste e via social si è infiammata la polemica. 

"E' uno schifo, una vergogna permettere di far parcheggiare le auto sul Corso". Tutto giusto, se il ragionamento fosse coerente con quanto si va denunciando. Già perché da stamattina tutti polemizzano sul fatto che vi siano degli stalli per i parcheggi a pagamento, ma nessuno si rizela per il fatto che sull'altra parte della carreggiata (quella destra, andando verso piazza Dante) vi siano ancora file di auto parcheggiate in sosta vietata. Cioè, per capirci: fino a ieri si poteva parcheggiare 'contra legem' in corso Trieste, tutti lo facevano e nessuno protestava. Oggi che si può parcheggiare legalmente, pagando il grattino, tutti si rizelano. E di queste proteste, onestamente, ne salviamo poche. Come quella di Francesco Apperti di Speranza per Caserta che da anni, va detto, si batte per un corso Trieste completamente con la Ztl (anche nel tratto da via Unità Italiana a via Colombo). 

Ma gli altri? Onestamente ce li saremo risparmiati. Perché legge commenti di chi è stato in amministrazione, di chi ha lavorato per l'attuale piano parcheggi o di chi fino a ieri non ha mosso un dito per cambiarlo ed oggi si lamenta per le azioni della commissaria, mi sa tanto di "campagna elettorale aperta ufficialmente" e niente più. Perché poi non si capisce quali siano le soluzioni. O meglio, quella di Apperti la conosciamo (e ve l'abbiamo scritta), gli altri, invece, polemizzano e basta. Aizzando cittadini stanchi per i tanti problemi della città, che oggi 'sfogano' su corso Trieste la loro rabbia. Quando invece ci sarebbe da rizelarsi per la tassa sui rifiuti, per il fatto che il Comune di Caserta si ritrova in una situazione disastrosa a livello finanziario nonostante il dissesto e che tutti i servizi (anche quelli che non vengono offerti…) costano il doppio, se non il triplo, rispetto ad altre città. Ed invece il nostro problema è il Corso con le strisce blu. 

No, cari casertani. E' giunto davvero il momento di fare il salto di qualità, anche nei ragionamenti (e nei post su Facebook). Anche perché con le elezioni amministrative alle porte, c'è il serio rischio di ritrovare nei posti che contano, quelli dove si dovrebbero prendere decisioni, gli stessi personaggi che oggi vi aizzano contro la commissaria (che altro non sta facendo che cercare di apparare i guai che ha trovato) ma che ieri hanno collaborato, chi più chi meno, a creare questa situazione.

La verità è che oggi, per ciò che si è venuto a creare (il senso unico in corso Giannone, il lavoro sul nuovo piano traffico che potrebbe entrare in funzione tra pochi giorni e via dicendo...) mettere le strisce blu a piazza Vanvitelli e corso Trieste era l'unica strada percorribile in tempi brevi. Anche perchè il tratto da via Unità Italiana a via Colombo è costantemente aperto alle auto con un parcheggio selvaggio da far accapponare la pelle. E con parcheggiatori abusivi che spuntano da ogni parte.

Un'ultima annotazione la dedichiamo ai commercianti. Già, perché abbiamo letto (Facebook ci salvi da questo sfogatoio continuo…) che neanche a loro (o almeno, non a tutti) vanno bene le strisce blu su Corso Trieste. Ma come? Avete fatto una battaglia per avere le automobili sul Corso, attaccando tutti i sindaci e gli assessori che si sono succeduti, affermando che la Ztl era stata la rovina dei vostri affari ed oggi vi lamentate che ci siano i parcheggi a pagamento? E perché? Perché sono troppo cari. Suvvia, allora vien da pensare che davvero siete in malafede. E che forse la crisi dei vostri negozi (di alcuni, non di tutti) non sia stata dettata dalle scelte politiche delle amministrazioni che si sono succedute bensì da altro. Forse qualcuno ha perso il fiuto per gli affari...

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