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Cosa attendersi per il settore dei bitcoin nel 2021

26 / 03 / 2020

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Redazione

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Il 2019 è stato un anno di forti oscillazioni per il bitcoin, ed è anche questo il motivo per il quale gli analisti che si occupano di monete virtuali non si trovano concordi nelle previsioni relative a ciò che potrà succedere nei prossimi mesi. Se alla fine del 2017 il bitcoin aveva toccato i 20mila dollari, il 2018 al contrario era stato contrassegnato da un vero tracollo; lo scorso anno, poi, si è assistito a un tentativo di stabilizzazione. Come appare evidente, le criptovalute sono asset su cui investire se si è amanti del rischio; un rischio che può essere smorzato, in ogni caso, con l’aiuto di un software come bitcoin profit.

La volatilità del bitcoin

Ciò che i programmi automatici non sono in grado di fare è contrastare la volatilità del bitcoin. Secondo PlanB Global Macro Investor, però, questo è un aspetto positivo: le previsioni della società di analisi condotta da Raoul Pal sostengono che il prossimo anno il bitcoin arriverà a 100mila dollari. Si tratta, come si può intuire, di una visione molto ottimistica che si fonda su un modello di pricing stock to flow, il quale a sua volta fa riferimento all’offerta di un bene esistente in proporzione a ciò che viene immesso sul mercato.

Perché essere ottimisti

Adottando questo tipo di approccio, si può verificare che il rapporto stock to flow più elevato, pari a 62, è quello che viene fatto registrare dalle materie prime come l’oro. In base al modello previsionale, in sostanze, ci sarebbe bisogno di produrre oro per 62 anni per riuscire ad arrivare allo stock di oro attuale. Considerata la scarsità di tale asset, si ha a che fare con una buona valutazione. Dietro all’oro, in seconda posizione c’è l’argento: il suo rapporto stock to flow indica che per arrivare allo stock attuale ci sarebbe bisogno di 22 anni di produzione.

E il bitcoin?

Per quel che riguarda il bitcoin, il rapporto stock to flow è di 25: un dato molto interessante, reso ancora più suggestivo se si considera che tale rapporto, secondo il modello, salirà a 50 visto che a partire da quest’anno l’offerta di bitcoin sarà dimezzata. Nel mese di maggio che si sta avvicinando, infatti, scenderà a 6.25 bitcoin il premio per l’estrazione di nuovi blocchi, sempre che non si verifichi un mutamento consistente della potenza di calcolo della rete. Considerando che prima il premio era di 12.5 bitcoin, si è alle prese con un vero e proprio dimezzamento.

L’offerta si dimezza, le quotazioni si alzano

Anche Anthony Pompliano ha previsto che le quotazioni del token saranno oggetto di un notevole rialzo a causa della riduzione dell’offerta. Il co-fondatore di Morgan Creek Digital è uno di coloro che hanno azzardato che entro la fine del prossimo anno il bitcoin possa arrivare a quota 100mila dollari. Il dimezzamento andrebbe a intrecciarsi, infatti, con una maggiore flessibilità della politica monetaria messa in atto dalle banche centrali mondiali, grazie a cui le quotazioni della valuta virtuale potrebbero far registrare un vero boom.

La tendenza al rialzo

Forse ipotizzare una crescita fino a 100mila dollari è un accesso, ma comunque sono in molti a lanciarsi in previsioni rialziste in relazione al bitcoin. Ecco, quindi, che per la moneta virtuale si può ipotizzare un ritorno ai picchi del 2017, e magari una minore volatilità delle quotazioni che farebbe la gioia degli investitori. Il suggerimento che proviene da più parti è quello di comprare bitcoin adesso, approfittando di quotazioni che non sono ancora così alte come potrebbero esserlo di qui a pochi mesi. Coronavirus permettendo, ovviamente.

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