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Costringono l`amico di infanzia a pagare il pizzo ai Belforte, presi zio e nipote: sono stati incastrati dal pentito

27 / 04 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Sono accusati di almeno tre estorsioni aggravate dal metodo mafioso commesse ai danni di un commerciante di San Nicola la Strada i due esponenti del clan Belforte, Antonio Bruno, 55 anni e il nipote Franco Cortese di 25, entrambi già detenuti, raggiunti oggi da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta dei pm della DDA Giovanni Conzo, Luigi Landoli e Antonello Ardituro. Un altro episodio, con vittima il medesimo operatore economico, è stato inoltre contestato al collaboratore di giustizia Pasquale Aveta, per il quale è scattata la denuncia. Le estorsioni, hanno accertato i carabinieri della compagnia di Caserta guidati dal maggiore Giovanni Capone, sono avvenute tra il 2005 e il 2006. La vittima, titolare di un negozio di ricambi, conosceva bene i suoi estorsori, essendo tutti nati e cresciuti nel comune di San Nicola, anche per questo inizialmente ha subito limitandosi in un secondo momento a segnalare la situazione ai carabinieri; sono così partite le indagini al termine delle quali l'uomo ha poi sottoscritto formale denuncia. Il primo episodio estorsivo antecedente al Natale 2005 fu portato a termine da Aveta, in qualità di capozona del clan Belforte a San Nicola e San Marco Evangelista. Dopo il suo arresto, i vertici della cosca designarono Antonio Bruno come sostituto. Questi, insieme al nipote Antonio Cortese ha effettuato, fino al Natale 2006, altre tre estorsioni ai danni del commerciante imponendogli di versare somme pari a mille euro.
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