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CAMORRA & AFFARI | Le ambulanze gestite dal figlio del boss. 2 ARRESTI

14 / 05 / 2018

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Redazione

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione questa mattina a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Augusto Bianco, 27enne di Casal di Principe, e Luigi Belfiore, 62enne di Aversa, ritenuti responsabili dei delitti di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso in quanto Belfiore, titolare della ditta di trasporti denominata “Croce Aversana”, facendo intendere alle ditte concorrenti di avere “amicizie” all’interno dell’ospedale di Aversa e, attraverso l’intercessione di Bianco, esponente di una famiglia sodale al clan dei Casalesi, avvalendosi della forza di intimidazione dell’organizzazione criminale, riusciva ad esercitare la sua attività in regime di monopolio.

GLI INTERESSI DEL CLAN NEGLI OSPEDALI - L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ha permesso di svelare l’interesse del clan dei Casalesi nell’imposizione delle autoambulanze presso i nosocomi per il trasporto dei degenti. Bianco e Belfiore sono stati denunciati, unitamente ad altre quattro persone, all’autorità giudiziaria per illecita concorrenza ed estorsione, reati aggravati dall'aver agito con metodologia mafiosa. I soggetti sono ritenuti contigui al clan dei Casalesi, fazione Schiavone.

Già lo scorso gennaio la Squadra Mobile di Caserta aveva tratto in arresto il padre di Augusto Bianco, Cesare Bianco (già pregiudicato per associazione mafiosa, omicidio ed estorsione) affiliato storico del clan, in quanto ritenuto responsabile insieme a Francesco Schiavone ‘Sandokan’ e a Francesco Schiavone ‘Cicciariello’ quali mandanti, dell’omicidio di Parente Giovanni Parente del 24 ottobre 1944, consumato il 26 settembre 1996 a Santa Maria La fossa, nell’ambito della faida per il controllo dei territori di Grazzanise e Santa Maria La fossa.

IL MONOPOLOLIO - L’inchiesta ha consentito di appurare come, proprio grazie alla ‘forza’ del clan, rappresentato da Augusto Bianco figlio di Cesare, Luigi Belfiore e il figlio Vincenzo, amministratori della Croce Aversana, società attiva nel trasporto di degenti da e per l’ospedale civile Moscati di Aversa, abbiano di fatto operato in regime di assoluto monopolio, impedendo ad altri di operare in tale settore e controllando, al fine di escluderla, l’operatività di una impresa concorrente che era in grado di effettuare solo alcuni trasporti e solo previa ‘autorizzazione’ del Belfiore e quindi dell’associazione mafiosa. Al termine degli atti di rito, gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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