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Da "Nitto Palla" a Polverino(i): il Pdl rischia di implodere. Berlusconi convoca l' ufficio di presidenza. Ipotesi scioglimento

25 / 09 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Il Popolo della libertà non sembra riuscire a mettersi alle spalle il periodo nero. Lo 'spread politico' aumenta a vista d'occhio e neanche il passo indietro di Silvio Berlusconi ed il passaggio di testimone con Angelino Alfano, nel novembre scorso, sembra essere riuscito a ridare nuova linfa al partito. Anzi, se possibile, la situazione, col passare dei giorni sta peggiorando. I problemi sono diventati cronici e le dimissioni di Renata Polverini da govenatore della Regione Lazio hanno rappresentato solo la punta dell'iceberg. Grave, molto grave, da spingere Berlusconi (ormai torna a pieno ritmo protagonista della coalizione di centrodestra) a convocare per domani mattina a Palazzo Grazioli l'ufficio di presidenza del partito per decidere cosa fare di un Pdl che, dopo la nascita, è stato in costante, netto declino. In questo bailamme si innesca, a pieno, anche il caso Caserta, che diventerà uno degli argomenti caldi di questo autunno. Lo svolgimento del congresso provinciale (convocato per il 6 ottobre) rischia di far implodere il partito, diviso in due fazioni pronte alla guerra. Da un lato Mario Landolfi e Gennaro Coronella. Dall'altro  Nicola Cosentino, Pasquale Giuliano ed Angelo Polverino, spalleggiati dall'ex ministro della Giustizia e commissario regionale Francesco Nitto Palma, ribattezzato, proprio da Coronella nel corso dell'incontro al Vanvitelli di lunedì sera, "Nitto Palla", accusandolo di essere il fautore dello scontro in atto tra le due anime del partito,  'reo' , secondo il senatore, di aver raccontato presunte bugie a tutti i protagonisti per farli giungere allo scontro. Un congresso così, in queste condizioni, è irrealizzabile. A meno che non si voglia lo 'scontro fisico' tra le due fazioni. Ed è proprio su questo elemento che sta facendo leva l'ex ministro Landolfi: dimostrare e far capire ai vertici nazionali che far votare il partito a Caserta, in queste condizioni, vuol dire dar vita ad una guerra vera, senza esclusioni di colpi. Il caso verrà portato nell'ufficio di presidenza in programma domattina, dove si discuterà, oltretutto, dello scioglimento del Pdl e della creazione di un partito federato che vada ad inglobare le varie sigle esistenti nel centrodestra (come accadde, ad esempio, con Pdl e Nuovo Psi).

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