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DA DONNA A DONNA | Nasce la rubrica a cura di Speranza Anzia Cardillo

05 / 01 / 2020

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Anzia Cardillo

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Una donna in difficoltà spesso tenta tante strade. Tanto può rivolgersi a persone di fiducia, come parenti stretti o amici oppure rivolgersi in forma anonima ad organi di vario tipo. È il caso di una nostra lettrice che ha voluto raccontarci, senza scrivere il suo nome, il suo difficile calvario accanto a suo marito. La decisione di pubblicare questa lettera è scaturita dalla riflessione che la testimonianza di questa donna possa servire ad altre che vivono nella sua stessa situazione. 

Sulla scia del messaggio che la protagonista di questa storia vuole lanciare ad altre donne, sarà mia cura dedicare uno spazio settimanale a questa materia da me molto sentita in quanto giurista ed esperta in scienze criminalistiche e criminologiche. Il nome da me scelto per la rubrica è “Da donna a donna”, vista l’utilità per altre donne della testimonianza data da una donna che parla della sua storia e del suo tortuoso percorso. In quanto alla lettera vorrei precisare che inizia con una frase veramente toccante :

Credevo fosse l’uomo della mia vita, un uomo meraviglioso, buono premuroso e protettivo. Un uomo che, viste le tue tante qualità decisi di sposare quasi subito dopo un brevissimo fidanzamento.

Era attento a tutto ciò che facevo, mi aiutava in tutto ed io mi sentivo la donna più fortunata del mondo perché mi alleggeriva da tante fatiche o difficoltà e questo modo di fare cominciò a diventare sempre più frequente da parte sua. Spesso mio marito si sostituiva a me anche nei lavori domestici o addirittura acquistava per me capi di abbigliamento, per non parlare delle spese da affrontare per la casa. Sceglieva tutto lui, dagli alimenti agli oggetti per la casa.

Mi ci vollero anni per capire che quello che sembrava un uomo  amorevole e premuroso in realtà era una persona con una grande mania del controllo. Attraverso tutte queste premure e attenzioni mio marito in realtà voleva controllare completamente la mia vita sostituendosi completamente alla mia persona. Cominciai ad avvertire un senso di disagio per tutto ciò quando,  un giorno,  mi propose anche di andare in banca per conto mio, facendosi firmare tanto di delega.

Passarono diversi giorni da questo episodio e sopraggiunse  una novità riguardante il lavoro di lui: una consistente crisi dell’intera azienda per la quale lavorava. Questo suo problema mi portó ad essere molto più accondiscendente  nei suoi confronti e ad assecondarlo se voleva sostituirmi in una qualsiasi attività, faccenda o commissione. Un giorno bussò il postino per recapitare posta a mio nome e anche in quel caso mio marito si precipitò per  andare a firmare al posto mio.

Da quando passava più ore a casa perché lavorava di meno, per me era diventato difficile anche occuparmi direttamente del programma da scegliere per la lavatrice. La convinzione in me che ci fosse qualcosa di sbagliato nel suo comportamento divenne sempre più forte. In seguito realizzai che, più la sua vita gli sfuggiva di mano più era concentrato su tutto ciò che riguardava la mia. Come se non fosse bastato tutto ciò, mio marito faceva in modo che io mi allontanassi da tutti, sia amici che parenti esprimendo sempre una ragione per cui io dovevi farlo e questo sinceramente mi sembrava veramente troppo....Finché un giorno decisi di ribellarmi, ma davanti mi si  presentò un uomo completamente diverso da quello che avevo sconosciuto fino ad allora. Non ricordo  se fui raggiunta prima da questa consapevolezza o dal forte schiaffo che mi diede lui ma so sicuramente che mi trovai in un attimo scaraventata sul pavimento con un occhio che mi faceva enormemente male. 

Quello fu per me l’inizio di un incubo al quale avrei voluto mettere subito fine ma la cosa più difficile fu di non farlo percepire ai miei figli che fortunatamente non erano presenti alla triste scena. L’unica cosa che iniziai a fare fu di impadronirmi nuovamente della mia vita e allora le difficoltà che incontrai furono enormi perché non mi veniva più concesso. Ogni volta era una lotta e gli episodi di violenza nei miei confronti si susseguirono in maniera sempre più frequente.

Un giorno scoprii anche aveva prosciugato tutti i miei conti, considerando suo ciò che in realtà non lo era. Era davvero la rovina per me e l’unica cosa che mi rimase fu quella di denunciarlo. Mi colpevolizzai tremendamente per non aver capito che uomo avevo  al mio fianco ma soprattutto mi convinsi del fatto che non è mai troppo tardi per rimediare ...vorrei che almeno la mia testimonianza possa servire ad altre donne in difficoltà e che come me non si rendano conto fin dall’inizio di essere manipolate....”.

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