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UN DISASTRO ANNUNCIATO | Aperta un'inchiesta in Procura: la montagna di rifiuti ammassati non dovevano essere lì. Avvistati 4 uomini sospetti

27 / 07 / 2018

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Redazione

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Sull’incendio che ha colpito un’azienda di stoccaggio di rifiuti, registrato due giorni fa a Caivano, la Procura di Napoli Nord ha avviato un’inchiesta che, partita a razzo, già sta dando i primi risultati. Infatti, sembra che alcune tonnellate di rifiuti, andati in fumo, sarebbero dovute già essere smaltite da molti mesi e quindi la loro presenza nella Di Gennaro S.p.a. sarebbe ingiustificata.

Le andate a fuoco erano già da un anno al centro di un procedimento amministrativo, contestato dai carabinieri della Forestale che all’epoca erano ancora coordinati dal neo ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

La Forestale aveva chiesto a gran voce la pronta rimozione dei sovvalli incriminati, perchè pericolosi per i dipendenti dell’impianto. Nel fascicolo aperto dal procuratore Francesco Greco c’è anche l’informativa della Forestale, con le relative disposizioni rilasciate alla Di Gennaro, ma le stesse sono state disattese.

Perchè? Perchè il sistema della raccolta differenziata in Campania va a rilento, soprattutto poi nello smaltimento. La cosa è stata denunciata anche ieri dal presidente della Di Gennaro che, nel difendersi dalle tante accuse piovute sulla sua attività, ha spiegato: “Abbiamo un sistema di raccolta differenziata che privilegia la quantità senza tener conto della qualità, ciò comporta una notevole produzione di sovvalli (scarti non riciclabili) da smaltire, proprio quando il sistema degli smaltimenti in Italia è al collasso. Perfino il sistema dei consorzi del Sistema Conai fatica a gestire gli scarti di sua competenza quindi ad assicurarne l’asporto a fine lavorazione” Inoltre, c’è da dire che tre delle quattro aziende che si occupano dello smaltimento sono andate in fumo nell’ultimo mese.

Il ministro Costa, si è detto pronto a mettere in campo ogni iniziativa atta a poter contrastare l’emergenza (perché di emergenza si tratta) ed ha sollecitato le Forze dell’ordine a fare chiarezza sulla questione. In particolare, sull’incendio di Caivano stanno indagando gli esperti carabinieri del Noe, oltre alla Forestale e alla territoriale, che hanno sequestrato l’impianto e le registrazioni delle telecamere di sorveglianza per capire se si tratta di autocombustione (la cosa non è esclusa viste le alte temperature) o se si tratti dell’azione di una mano criminale, come sostiene il presidente della Di Gennaro per il quale tanti incendi in poco tempo non sono “una coincidenza.

Gli investigatori, infatti, stanno cercando di fare chiarezza anche sulla presenza di quattro uomini che si sarebbero allontanati frettolosamente dal sito attraversando la recinzione (come se ci fosse un buco all’interno). I quattro uomini sono stati individuati da alcuni volontari delle Guardie Ambientali, nella fase più concitata del post-incendio, ma fermati hanno sostenuto di voler fare delle foto. Gli inquirenti, che hanno rilevato i video, vogliono appurare se dietro l’attraversamento della recinzione ci fosse solo curiosità o qualcosa in più.

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