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Denunciati 42 sindaci, presidenti di Provincia e Regione per i roghi tossici

14 / 10 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Oltre trenta associazioni e piu' di trentamila cittadini per dire basta ai roghi tossici che stanno esasperando gli abitanti delle terre tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Quella rinominata 'terra dei fuochi', dove la popolazione deve combattere contro la combustione di rifiuti, urbani, speciali e pericolosi, con immissioni di sostanze altamente inquinanti e tossiche a tutte le ore del giorno e della notte. Il Coordinamento Comitati fuochi, che raccoglie trentaquattro comitati attivi sul territorio, ha dato vita a un'iniziativa che culminera' in una 'querela a sottoscrizione popolare', che sara' depositata alle Procure di Napoli, di Santa Maria Capua Vetere e di Nola, nei confronti di Regione Campania, Province di Napoli e Caserta e di ben 42 Comuni, tra i quali anche i Comuni capoluogo "per violazione dell'articolo 328 del Codice Penale, non avendo di fatto negli anni adoperato tutti gli strumenti a loro consentiti dalla legge per fronteggiare e cercare di risolvere la problematica". Il testo vede come promotori e conferenti mandato all'avvocato Ambrogio Vallo i referenti delle 34 associazioni, prime firmatarie. La querela e' stata aperta a sottoscrizione popolare e la raccolta firme e' stata chiusa il 30 settembre, a quota 32.520. Tante firme che testimoniano come la popolazione sia "allo stremo", spiega Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell'istituto nazionale tumori Irccs 'Fondazione G. Pascale' di Napoli e referente di Isde - Medici per l'ambiente. "La situazione e' drammatica - dichiara Marfella - ed e' insostenibile sul piano della salute. Ogni giorno vengono smaltite non meno di 30mila tonnellate di rifiuti tossici industriali, gran parte di queste attraverso roghi. Per ogni borsa prodotta in nero e venduta in strada a Napoli o a Caserta c'e' mezzo chilo di rifiuto smaltito e nessuno sa come. La 'terra dei fuochi' e' la piu' grande industria in regime di evasione fiscale che il mondo possa immaginare". I comitati parlano senza esitare di "disastro ambientale" e di "ecatombe": l'inquinamento delle aree a nord di Napoli legato alla questione dei rifiuti, spiegano citando uno studio del 2007 della Protezione civile e dell'Organizzazione mondiale della sanita', "ha inciso in maniera irreversibile sulla popolazione locale alterandone irreparabilmente la salute e la vivibilita'". Dati alle fiamme sono materiali di ogni genere come pneumatici, cavi elettrici, elettrodomestici, rifiuti industriali ed eternit: "Sempre secondo l'Oms - scrivono - a causa della crisi dei rifiuti, in Campania si registra un aumento della mortalita' del 9-12%, delle malformazioni di ben l'84% e una diffusione dei tumori stimata in crescita di 19 punti percentuali tra gli uomini e di 29 tra le donne. In alcuni punti della provincia abbiamo punte di tumori che arrivano al 400%".
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