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Dimissioni di massa, consigliere si tira indietro e fa scoppiare la bufera

19 / 06 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Non accenna a stemperarsi il clima di tensione politica innescatosi a Trentola Ducenta da un po’ di settimane a questa parte. Prima l’approvazione del bilancio, poi la richiesta di dimissioni estesa all’intera assemblea consiliare dopo l’arresto di un consigliere di maggioranza hanno inasprito lo scontro non solo tra le fazioni contrapposte, ma anche in seno al fronte dell’opposizione. A far discutere, secondo il capogruppo di “Uniti Per Trentola Ducenta” Nicola Picone, è soprattutto l’atteggiamento di Michele Conte. “Una posizione che non si può non definire ambigua – incalza l’ex candidato sindaco – alla luce delle ultime decisioni politico-amministrative assunte dall’ormai ex consigliere di minoranza”. Il riferimento è alla scelta di Conte di non esprimere voto sfavorevole, ma di astenersi all’atto dell’approvazione del Bilancio di previsione 2012, avvenuta venti giorni fa. “Anche l’amico Giuliano Pellegrino aveva optato per questa soluzione – precisa Picone – salvo ribadire pubblicamente la sua appartenenza al nostro gruppo consiliare. Lo stesso Conte ci tenne a rassicurarmi che il suo mancato voto contrario non avrebbe pregiudicato in alcun modo la sua permanenza all’opposizione”. Ma a rendere la frattura insanabile è stata la missiva inviata la scorsa settimana al Comune, alla Prefettura e agli organi di stampa. Un documento in cui l’intero fronte della minoranza, “Uniti Per Trentola Ducenta” (Nicola Picone, Giuliano Pellegrino e Michele Conte) ed “Alternativa Civica” (Giuseppe Apicella e Luigi Perfetto), chiedeva una prova di responsabilità e trasparenza al primo cittadino e a tutto l’arco politico-istituzionale cittadino, invocando le dimissioni del Consiglio in seguito all’arresto di Arcangelo D’Alessio. “Tutti insieme abbiamo stilato, firmato e deciso di inviare quel documento. Pochi minuti dopo, Conte si è precipitato nella casa comunale di Trentola Ducenta, pretendendo l’immediata cancellazione della propria sigla in calce a quell’atto appena redatto e in procinto di essere presentato al protocollo. Sono rimasto a dir poco sbalordito, incredulo più che deluso! Non riuscivo né riesco tuttora a spiegarmi i motivi di un simile cambio di registro che, per eccesso di prudenza e buona fede, voglio attribuire unicamente all’inesperienza politica di Michele Conte. Ma se i reali motivi dovessero annidarsi altrove, allora auspico con tutto il cuore che venga fatta chiarezza su un episodio gravissimo”.
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