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Il direttore dell'Asl sospende dal lavoro i furbetti del cartellino dopo la scarcerazione

26 / 12 / 2016

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Giuseppe Perrotta

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L’Asl di Caserta, per ora, rinvia nuovamente il ritorno al lavoro dei furbetti del distretto di Maddaloni che da qualche ora sono stati liberati completamente dal giudice per le indagini preliminari Ernesto Anastasio. Subito dopo esser venuti a conoscenza della decisione del giudice, il direttore generale Mario De Biasio ha firmato le nuove sospensioni dal servizio per quattro dipendenti. I carabinieri scoprirono che gli indagati passavano il badge e poi lasciavano il proprio luogo di lavoro per le 'esigenze' più disparate: c'era chi accompagnava i figli a scuola, chi si recava a fare shopping e chi, invece, sceglieva di fare un po' di jogging per tenersi in forma. Peccato che il tutto avvenisse durante l'orario di lavoro. I dipendenti dell'Asl, tra cui cinque dirigenti, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di truffa e false attestazioni o certificazioni in concorso, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico, di aver cagionato alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante entità e con violazione di doveri inerenti a una funzione pubblica e a un pubblico servizio. L'indagine, condotta dal mese di ottobre a dicembre 2015, è stata espletata mediante attività di videoripresa, espletamento di mirati servizi di pedinamento e analisi dei tracciati dei cartellini magnetici di riconoscimento. Le investigazioni hanno consentito di acclarare come gli indagati lasciavano il posto di lavoro subito dopo aver registrato la loro presenza mediante l'avvicinamento del badge in dotazione alla macchina marcatempo all'atto dell'inizio della giornata lavorativa, ottenendo così un'ingiusta corresponsione e arrecando un danno all'amministrazione, stimato dai 450 ai 3.400 euro. Sono stati documentati casi in cui, alcuni dei destinatali del provvedimento, utilizzando i badge dei colleghi assenti, ne registravano fraudolentemente l'inizio del servizio. E' stata riscontrata la responsabilità di due dirigenti dell'Unità Operativa di Medicina Legale, circa la falsa attestazione, in alcuni certificati di morte, della loro presenza presso le salme al fine di rilasciare la necessaria autorizzazione al seppellimento. I carabinieri, in particolare, hanno accertato come gli indagati, si allontanavano dal posto di lavoro senza segnalarne l'uscita, per dedicarsi ai loro impegni personali (jogging, shopping, accompagnare i figli a scuola). 

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