Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

DISASTRO AMBIENTALE | Indagato l'ex sindaco Dimitri Russo

07 / 07 / 2019

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


L’ex sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo è indagato dalla Procura per “Disastro Ambientale“. Nel mirino degli inquirenti non ci sarebbe solo l’ex primo cittadino ma anche altri funzionari relativamente agli sversamenti nei Regi Lagni.

Diverse le accuse contestate. Sequestrato preventivamente l’intero sistema idrico di Destra del Volturno.

Dimitri Russo ha peraltro reso nota la sua iscrizione nel registro degli indagati con un lungo post sui social: “Già questa circostanza temporale fa capire come il sequestro sia incomprensibile: se ci fosse stato un problema di inquinamento non avrebbero aspettato un anno, ma l’avrebbero sequestrano il giorno dopo! Altrimenti la stessa Procura sarebbe stata complice nel continuare ad inquinare il Volturno per un anno intero. Infatti non è stato trovato alcun elemento inquinante: i diversi campionamenti effettuati dalla Procura (gli stessi che fa l’ARPAC ogni mese), hanno rilevato e certificato che il flusso di scarico in uscita del depuratore, che ha recapito finale nel fiume Volturno, sia priva di elementi inquinanti e i valori riscontrati sono tutti entro i limiti tabellari previsti dall’allegato V parte III del D.Lgs 152/2006. Insomma la stessa Procura ha certificato che il Depuratore di Destra Volturno non inquina! E allora perché sequestrarlo? Perché indagare il sottoscritto e i vari presidenti della Multiutility che si sono avvicendati sotto il mio mandato? Anche quest’ultima circostanza è assai singolare: la criticità del depuratore di Destra Volturno, realizzato negli anni 90, risale a oltre un ventennio, nessuna amministrazione precedente si è minimamente preoccupata di fare una corretta manutenzione e oggi l’indagato sono solo io! E i sindaci prima di me? E i commissari prima di me? E i dirigenti del settore? E i presidenti della Multiutility prima del 2014? Niente, nessuno.”

“Io ho ereditato quell’impianto fatiscente e mai manutenuto ma che comunque non inquina e a differenza degli altri ho fatto fare un progetto di rifunzionalizzazione del depuratore, della rete fognaria e degli impianti di sollevamento, per un valore di 8 milioni di euro, ho cercato il finanziamento, l’ho ottenuto dalla Regione Campania, l’ho inserito nel protocollo d’intesa (a breve riceveremo soldi), è paradossalmente sono indagato? Ci sono centinaia di comuni in Campania che sversano nei Regi Lagni senza depurazione e nessun sindaco viene toccato, io invece, che ho un sistema efficace che stiamo comunque migliorando a sinistra del Volturno con il grande progetto “Bandiera Blu” e a destra con il progetto di cui prima inserito nel protocollo d’intesa, vengo indagato???!!! Ma come è possibile? Inoltre, per accelerare gli interventi, abbiamo chiesto uno stralcio degli 8 milioni, pari ad un milione, recuperati dalle economie di gara della messa in sicurezza della discarica SOGERI, a testimonianza che non ho mai perso di vista la criticità di Destra Volturno. Una criticità che oggi la Procura ha scoperto, come se non la sapessimo: i giunti di collegamento dei tubi delle condotte fognare sono in gran parte aperti per cui in essi entra acqua salmastra di falda che diluisce la materia prima (reflui) e porta sale e sabbia all’impianto, con effetti devastanti sulle pompe, sulle vasche, sui fanghi e sull’intero ciclo di depurazione. In pratica l’acqua in entrata nel depuratore è così diluita – quindi c’è una naturale depurazione – che potrebbe essere già questa versata nel fiume senza trattamento. Immaginate col trattamento del depuratore: si può bere! Questa “fotografia” del sistema era chiara al sottoscritto fin dall’inizio del suo mandato e non occorreva una perizia tecnica del Tribunale per saperlo!!!”

“La sensazione è che il CTU ha necessariamente dovuto inventarsi un impianto accusatorio per giustificare il suo lavoro che ha poi fatto digerire al PM. Accuse che non stanno in piedi. In un passaggio del decreto è scritto testualmente “vi è la possibilità che i reflui urbani del Comune di Castel Volturno tracimino verso la falda e verso i terreni di sedime, con ciò derivando un pericolo di inquinamento e disastro ambientale”. Non la certezza, ma la possibilità. Possibilità pari a zero perché le nostre condotte sono sottoposte alla falda che con la pressione esercitata impedisce la fuoriuscita dei reflui. Quindi nei tubi entra l’acqua di falda (non viceversa!) che diluendo le acque nere compie un trattamento naturale disinquinante, poi, una volta entrate nel depuratore, viene completata la depurazione e il flusso di acqua, alla fine, NON INQUINANTE, viene scaricato nel Volturno. Ma poi dove sta il dolo? Ammesso che l’impianto stia inquinando – ma ripeto NON STA INQUINANDO – cosa avrei dovuto fare se non attivarmi, come appunto ho fatto, per riqualificarlo e rifunzionalizzarlo? Si tratta di una spesa di 8 milioni di euro, non 800 euro, e non è stato facile trovarli. Si legge nel dispositivo “che non avrei adottato le soluzioni al problema della scarsa tenuta idraulica ed alla mancata sigillatura e disconnessione dei giunti”. E come avrei potuto rimediare con le casse del comune vuote? La Procura avrebbe dovuto indagare chi ha fatto quei lavori negli anni novanta e la Provincia che è intervenuta nel 2011 per chiudere, senza riuscirci, i giunti aperti. Sono fiducioso del GIP che non dovrebbe convalidare il sequestro (anche se non cambia nulla vista che l’attività del depuratore è assicurata) e convinto dell’archiviazione del procedimento perché il fatto non costituisce reato per assenza di inquinamento e per il comportamento attento e lungimirante del sottoscritto.” conclude Russo

disastro ambientale indagati dimitri russu sindaco castel volturno
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.