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DISSESTO BIS | Pericolo per gli amministratori. La Corte dei Conti: "Segnalazione dei fatti all'Autorità giudiziaria per l'accertamento delle ipotesi di reato". LEGGI L' INTERA SENTENZA

22 / 04 / 2018

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Redazione

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Il pericolo è, che la Corte dei Conti possa rivalersi su chi ha votato le delibere in giunta e consiglio. Il quadro disarmante emerge dalle motivazioni con le quali la Corte dei Conti a Sezioni Riunite ha bocciato il ricorso presentato dal Comune di Caserta sul riequilibrio. La qual cosa potrebbe provocare un aumento di tariffe e tasse locali sui cittadini casertani.

RISCOSSIONE MANCHEVOLE - L’Ente ammette poi che la gestione dei tributi, che “appare fortemente manchevole”, è stata effettuata, nel corso del 2016, sulla base di un contratto in scadenza e lamenta che la deliberazione impugnata valuta il piano alla stregua di una previsione di grandezze a cui sono applicati degli algoritmi, mentre andrebbe valorizzato l’impegno assunto dall’amministrazione in carica che prevede, sulla base di un nuovo contratto, la riduzione del costo dell’aggio al concessionario.

LE VIOLAZIONI DI LEGGI - Secondo le valutazioni della Procura generale, inoltre, la deliberazione della Sezione regionale per la Campania è giunta alla decisione di diniego dell’approvazione del piano di riequilibrio mediante un’articolata, motivata e ragionevole dimostrazione dell’inesistenza delle condizioni per il suo accoglimento ed al riguardo sono reputate particolarmente significative le irregolarità e violazioni di legge afferenti l’esatto ammontare delle passività gravanti sul piano di riequilibrio che dovevano includere anche la quota annuale del maggior disavanzo da riaccertamento straordinario, le modalità di contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità all’avvio del sistema di contabilità armonizzata, la cronica criticità di cassa confermata dal costante ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la mancata ricostituzione dei vincoli, il lieve tasso di riscossione, la sottostima del fondo rischi da contenzioso, l’incremento dei costi conseguenti alla rinegoziazione dei mutui ed il mancato raggiungimento dell’obiettivo dei pagamenti di debiti fuori bilancio previsti per l’importo di €. 1.750.801,30 e pagati per €. 755.119,50.

AGGRAVAMENTO DELLA SITUAZIONE FINANAZIARIA -  “Si assiste ad un anomalo stato di aggravamento della situazione finanziaria dell’Ente in epoca successiva all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato ovvero proprio durante un arco temporale entro il quale, invece, avrebbe dovuto addivenirsi ad un progressivo ed effettivo stato di risanamento”.

ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITA' - “Questo Organo Giudicante, rilevato che il ricorso alla procedura di riequilibrio non appare idoneo ad assicurare all’Ente quel percorso graduale di risanamento e ripristino degli equilibri di bilancio che costituisce l’obiettivo primario del ricorso alla procedura di riequilibrio (Sezione delle Autonomie, deliberazione n. 36/SEZAUT/2016/QMIG) e che avrebbe dovuto comunque caratterizzare la gestione intrapresa in seguito all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato, non possono, quindi, esimersi dal richiamare il dettato dell’art. 268 del Tuel ai sensi del quale il ricostituirsi di disavanzo di amministrazione non ripianabile con i mezzi di cui all'articolo 193, o l'insorgenza di debiti fuori bilancio non ripianabili con le modalità di cui all'articolo 194, o il mancato rispetto delle prescrizioni di cui agli articoli 259, 265, 266 e 267 del Tuel in tema di gestione del bilancio stabilmente riequilibrato comportano da parte dell'organo regionale di controllo la segnalazione dei fatti all'Autorità giudiziaria per l'accertamento delle ipotesi di reato e l'invio degli atti alla Corte dei conti per l'accertamento delle responsabilità sui fatti di gestione che hanno determinato nuovi squilibri".

SCARICA L' INTERA SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI 

 

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