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TOGHE & CAMORRA | Don Michele Barone utilizzato come 'ambasciatore' del Clan

21 / 05 / 2018

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Redazione

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"I boss della camorra hanno utilizzato don Michele per 'ambasciate' dal carcere"

Don Michele Barone, il sacerdote esorcista del Tempio di Casapesenna arrestato lo scorso febbraio con le accuse di maltrattamenti e di violenza sessuale nei confronti di due ragazze, sarebbe stato il messaggero per alcuni esponenti del clan dei Casalesi. A rivelarlo è un servizio realizzato da ‘Le Iene’, andato in onda domenica sera.

LE ACCUSE - accuse arrivano direttamente dal cugino omonimo del prete, boss pentito della camorra, ex fedelissimo del capo clan Michele Zagaria. Secondo Michele Barone, il cugino sacerdote ai tempi in cui era cappellano in carcere avrebbe realizzato delle “ambasciate” per conto del clan.

“Vista la sua disponibilità e vicinanza con il mondo della criminalità – ha raccontato Michele Barone ai magistrati - ero certo che potesse essere investito di “ambasciate” (messaggi) dal carcere verso l’esterno. So che Luigi Diana, detto “o’manovale”, e Nicola Panaro, hanno utilizzato don Michele per ambasciate all’esterno, me lo disse mio cugino stesso”.

Profili di due esponenti del clan di primo piano: Diana è stato a lungo uno dei boss più sanguinari del clan Bidognetti, Panaro è stato nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia e cugino del capo clan Francesco ‘Sandokan’ Schiavone.

Un quadro confermato da altre dichiarazioni del cugino del prete di Casapesenna: “Per quanto possa apparire strano, viste le mie esperienze criminali, sono più sacerdote di lui. Lui portava solo la tunica del sacerdote, ma il sacerdote vero e proprio non l’ha mai fatto”.

Accuse confermate poi anche dalla prima fidanzata di don Barone, quando lui era già prete. Nel servizio di Gaetano Pecoraro la donna spiega che il sacerdote aveva una relazione con lei, e che il prete del Tempio era disposto a rinunciare alla carriera ecclesiastica. Una situazione che si è scontrata con i voleri della famiglia di don Barone, che minacciò il sacerdote di togliergli tutti i beni. Del caso si occupò allora il cugino camorrista. Michele Barone andò infatti a casa della fidanzata del prete e disse ai genitori: “Dì a tua figlia di lasciarlo stare perché lui deve fare il prete e basta”.

LE AMICIZIE - Nel servizio de ‘Le Iene’ si parla anche delle amicizie di don Michele con esponenti delle forze dell’ordine, tra cui Luigi Schettino, dirigente del commissariato di Polizia di Maddaloni e suo seguace, già a processo per la vicenda che vede coinvolto il prete esorcista. Le conoscenze del sacerdote erano note sia al cugino che alla fidanzata: “Era un traffichino – spiega infatti la fidanzata durante il servizio - aveva conoscenza ovunque, anche finanzieri corrotti”. Una circostanza confermata dal cugino pentito di camorra: “Don Michele aveva ottimi rapporti con le forze dell’ordine, in particolare con un finanziere di San Marcellino”.



 

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