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Due omicidi di camorra, in 9 rischiano il carcere a vita. Ecco le richieste del pm

23 / 04 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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Ergastolo per nove affiliati del clan Belforte di Marcianise e 30 anni di carcere per Luigi Trombetta, che si era già autoaccusato. E' questa la richiesta del pm della Dda Luigi Landolfi presentata stamattina durante la requisitoria davanti al gip Russo. Rischiano, dunque, il carcere a vita Michelangelo Amato, 38enne di Caserta e residente a Capodrise; Domenico Belforte, 57enne di Marcianise, detenuto; Camillo Antonio Bellopede, 35enne di Caserta, detenuto; Pasquale Cirillo, 43enne di Marcianise, detenuto; Vittorio Musone, 63enne di Capodrise, detenuto; Gaetano Piccolo, 55enne di Marcianise, detenuto; Antonio Raucci, 35enne di Caserta, detenuto; Giuseppe Sparaco, 46enne di Capodrise, detenuto; Francesco Zarrillo, 45enne di Capodrise, detenuto. Trent'anni di carcere li rischia Luigi Trombetta, 58enne di Marcianise, detenuto. I dieci sono accusati degli omicidi di Alessandro Menditti e Ferdinando Latino, uccisi rispettivamente il 14 ottobre 2001 a Recale ed il 14 febbraio (dello stesso anno) a Marcianise. Due omicidi nati all'interno della faida che vedeva contrapposti due organizzazioni criminali che si contendevano l'hinterland di Marcianise: i Belforte ed i Mazzacane. In particolare, secondo l'accusa, Bellopede, Raucci, Sparaco e Trombetta sono ritenuti responsabili dell’omicidio di Ferdinando Latino; Amato, Belforte, Bellopede, Cirillo, Museone, Piccolo, Sparaco e Zarrillo sono ritenuti responsabili dell’omicidio di Alessandro Menditti. L’attività investigativa delegata alla Squadra Mobile di Caserta è stata supportata dal riscontro delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia tra cui Michele Froncillo, Bruno Buttone, Antonio Gerardi, Domenico Cuccaro e Claudio Buttone.

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