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E' UN DISASTRO | Dopo l' incendio: vietata la coltivazione e la vendita dei prodotti dei terreni circostanti

27 / 08 / 2018

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Redazione

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Primi passi del Comune di Maddaloni dopo l’incendio che domenica mattina ha coinvolto un deposito di cassette di plastica in via Carrarone, poco distante da via Forche Caudine, un rogo che ha provocato una enorme nube nera che ha destato l’allarme in tutta la zona.

Il sindaco Andrea De Filippo ha firmato infatti l’ordinanza sindacale con la quale si impone ai proprietari del terreno andato a fuoco di provvedere ad horas alla rimozione del materiale e le attrezzature combuste, la caratterizzazione dei rifiuti e il loro conferimento in discarica, la rimozione dal terreno delle tettoie in ferro, delle attrezzature e dei mezzi meccanici danneggiati nell’incendio. I proprietari del terreno e del deposito hanno 30 giorni per provvedere alle richieste presenti nell’ordinanza. La struttura è attualmente sotto sequestro su disposizione della procura di Santa Maria Capua Vetere.

Inoltre l' Assessore all' ambiente Salvatore Liccardi annuncia lo stop alla coltivazione sui terreni limitrofi: "In mattinata siamo stati sul luogo dell’incendio di ieri. Insieme ai funzionari degli uffici comunali, polizia locale e servizio ambiente, abbiamo effettuato sopralluogo con l’Asl dal quale è’ emersa l’esigenza di adottare ordinanza che vieti la coltivazione e il commercio ad uso umano dei prodotti coltivati sui terreni limitrofi in un raggio di 500 mt. tenuto conto della linea dei venti. Tanto nelle more dei risultati dei monitoraggi effettuati dall’Arpac che, assistita da noi, ha posizionato strumentazione idonea per misurare diossine, furani ed altri composti organici ancora presenti in atmosfera, nonché’ ha provveduto a effettuare top-soil terreni per valutare contaminazione del suolo. Abbiamo inoltre già’ emanato ordinanza a carico dei proprietari e degli affittuari dell’area di procedere alla rimozione di quanto prodotto dall’incendio. Per quanto di nostra competenza la situazione è’ attentamente e continuativamente monitorata perché ne va della salute di tutti".

 

L' APERTURA DELL' INCHIESTA - La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dopo essersi consultata con le forze dell'ordine dislocate sul territorio ed in particolare con i capisquadra dei vigili del fuoco presenti durante le operazioni di spegnimento, ha deciso di sequestrare l' area ed aprire un'inchiesta sul rogo sviluppatosi prima di pranzo a Maddaloni nel deposito di contenitori di materiale sintetico e di legno destinati all'ortofrutta gestito dall'imprenditore Spalliero.

Il tutto, è avvenuto a pochi passi dalla caserma Magrone della scuola di Commissariato dell'Esercito. Circa trenta uomini dei vigili del distaccamento di Caserta, Marcianise, Aversa, Napoli e Benevento e un elicottero proveniente da Roma per ore hanno portato avanti abilmente tutte le operazioni di spegnimento, ordinando anche lo sgombero di quattro abitazioni.

I carabinieri della Compagnia di Maddaloni indagano per una ipotesi di rogo doloso. Ai militari guidati dal capitano Stefano Scollato sono state affidate questa mattina dalla procura di Santa Maria Capua Vetere le indagini sul caso ed attendono per la giornata di martedì la fondamentale relazione tecnica compiuta dai vigili del fuoco sul luogo del disastro, mentre il prossimo passo sarà visionare le telecamere alla ricerca di qualche dettaglio o indizio che possa aiutare le indagini.

Dieci anni fa lo stesso deposito fu incendiato per mano di ignoti. L' inchiesta che però non sarà semplice: il deposito è infatti privo di videosorveglianza, i carabinieri dovranno così affidarsi alle telecamere di negozi e locali della zona, sperando dai filmati emerga qualcosa di utile per le indagini.

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