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Ecco le motivazioni dello scioglimento di Castel Volturno: «Patto elettorale tra Scalzone e Casalesi»

04 / 05 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Un patto criminale, che va oltre gli schieramenti politici e che manifesta una sorta di annessione dell'impero dei Casalesi nello stesso tessuto sociale del Comune di Castel Volturno. E' il succo della relazione del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri alla base dello scioglimento del comune castellano per infiltrazioni camorristiche. Nella relazione del capo del Viminale vengono tirati in ballo gli ultimi sindaci (Antonio Scalzone e Francesco Nuzzo) con accuse molto gravi. Eccone uno stralcio: «Dalle indaginiè emerso che il sindaco della disciolta amministrazione (Antonio Scalzone, ndr) si accordava coi vertici del clan operante nel territorio (gruppo Bidognetti, neri) fornendogli la piena disponibilità, in caso di elezione, a favorire che appalti pubblici o subappalti per opere di ingente valore economico fossero aggiudicati a ditte vicine al clan locale. I lavori svolti dalla commissione d'indagine - continua la relazione - hanno preso in esame l'andamento gestionale dell'amministrazione, tenuto conto del contesto ambientale ove si colloca l'ente locale, con particolare riguardo al profilo non solo dei soggetti che sono coinvolti nel procedimento penale relativo a reati associativi, ma anche al profilo di amministratori e dipendenti comunali che hanno frequentazioni con soggetti contigui ad ambienti malavitosi».
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