Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

13 ARRESTI | Presa la banda di rapinatori: indagine partita dopo la morte del brigadiere Reali. I NOMI

17 / 01 / 2019

|

Antonio Bruno

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Alle prime ore di oggi i carabinieri della Compagnia di Caserta stanno dando esecuzione a Napoli a numerose misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di una banda criminale dedita ai furti in abitazione.

L’operazione scaturisce, tra l’altro, anche dall’arresto in flagranza avvenuto il 6 novembre scorso di 3 degli odierni indagati, nel corso della quale perse la vita il Vice Brigadiere Emanuele Reali. Il carabiniere venne investito da un treno mentre stava inseguendo uno dei componenti di una banda che ha aveva messo a segno un colpo nel parco 'La selva'. 

Sono dodici le persone finite in carcere. Della gang fanno parte anche due donne:

In manette sono finiti Salvatore Salvati, 44 anni di Napoli; Pasquale Reale, 33 anni di Napoli, Pasquale Attanasio, 25 anni di Napoli; Cristian Pengue, 21 anni di Napoli; Salvatore Esposito, 30 anni di Napoli; Salvatore Garofalo, 34 anni di Napoli; Anna Artuso, 31 anni di Napoli; Tiziana DI Biasi, 45 anni di Napoli; Patrizio Salvati, 38 anni di Napoli; Rocco Tomaselli, 29 anni di Napoli; Marco Scamardi, 28 anni di Napoli; Pasquale Iorio, 30 anni di Napoli.

I furti e le rapine di cui sono accusati sono stati consumati a Caserta città, Napoli e Salerno tra il 13 luglio ed il 6 novembre 2018. In totale sono stati commessi 17 colpi alcuni riusciti ed altri solo tentati.

LE AUTO SOSPETTE - L’attenzione investigativa si concentrò sui vari grimaldelli ed arnesi atti allo scasso sequestrati all’interno delle autovetture abbandonate dai malviventi, da cui emergeva l’esistenza e l’operatività di uno stabile gruppo di persone dedite, in modo professionale ed organizzato, alla commissione di furti in appartamento. Nella circostanza, per l’utile prosecuzione delle indagini, emergeva un dato fondamentale, allorquando, per una delle autovetture abbandonate dai ladri, risultava che la proprietaria, una parente di ARTUSO Anna (stabilmente inserita nell’associazione criminale), aveva sporto denuncia di furto poco dopo il rinvenimento ed il sequestro del medesimo veicolo a Caserta da parte dei Carabinieri. L’autovettura venne, quindi, restituita alla proprietaria venne appurato che al ritiro della medesima aveva provveduto REALE Pasquale (anch’egli stabilmente inserito nella organizzazione criminale in argomento), marito di ARTUSO ANNA, effettivo utilizzatore del veicolo.

Il coinvolgimento di REALE Pasquale veniva ulteriormente riscontrato dai successivi accertamenti su altri veicoli sequestrati, poiché utilizzati per mettere a segno i furti, uno dei quali risultava essere stato noleggiato proprio dallo stesso REALE presso un autonoleggio di Napoli. Nel corso delle approfondite attività investigative, condotte senza soluzione di continuità dai Carabinieri di Caserta, coordinati da questa Procura, si aveva modo altresì di appurare la particolare tenacia del grippo criminale che non si fermava nemmeno davanti a provvedimenti di sequestro degli autoveicoli impiegati per i furti.

IL RAID - Infatti, nella notte del 26 luglio 2018, il REALE unitamente con altri due complici si introduceva nel deposito giudiziario dove erano stati custoditi i veicoli sequestrati, all’evidente scopo di recuperare gli arnesi atti allo scasso ed un sacchetto di cellophane occultato sotto il sedile posteriore di un’auto loro sequestrata e contenente alcuni monili in oro, provento di furto. Il piano criminoso di recupero della refurtiva non andava a buon fine, in quanto i veicoli sequestrati erano stati precedentemente spostati dai Carabinieri in altro deposito giudiziario, proprio al fine di evitare che venisse portata a compimento l’azione criminosa.

I RUOLI - Le successive indagini, partendo da REALE Pasquale, consentivano di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione ed i ruoli ricoperti da ciascuno degli associati:

SALVATI Salvatore, capo ed organizzatore dell’associazione, in considerazione del ruolo di coordinamento svolto dal medesimo e della posizione di preminenza che gli atri associati gli riconoscono. E’ infatti il Salvati a gestire i proventi illeciti dell’associazione ed a e suddividerli fra gli affiliati, così come è emerso che, anche in occasione dei furti, egli impartiva le direttive ai sodali sui ruoli ed i compiti che ognuno doveva svolgere (autista, palo, materiale esecutore), gli attrezzi da utilizzare e via di seguito;

REALE Pasquale, con il ruolo di organizzatore, stretto collaboratore di SALVATI, occupandosi di coordinare le attività degli altri sodali per assicurare l’efficienza dell’apparato organizzativo dell’associazione. E’ infatti lui ad occuparsi del reperimento dei telefoni (con utenze fittiziamente intestate), degli arnesi atti allo scasso, nonché di noleggiare o acquisire la disponibilità delle autovetture utilizzate per la commissione dei furti. Partecipa inoltre, come il SALVATI, all’esecuzione dei furti e gestisce direttamente i rapporti con il ricettatore cui vendere i gioielli provento dei reati;

– ESPOSITO Salvatore, GAROFALO Salvatore, ATTANASIO Pasquale e PENGUE Cristian, partecipano all’associazione con compiti essenzialmente limitati alla materiale esecuzione dei furti, alternando il ruolo di materiale esecutore a quello di “palo”.

ARTUSO Anna, moglie di Reale Pasquale e DI BIASI Tiziana, moglie di Esposito Salvatore, partecipano all’associazione, dimostrando di conoscere le dinamiche del gruppo ed evidenziando, in più circostanze, la disponibilità a sostenerne l’attività criminosa, anche esponendosi al rischio di essere scoperte. In particolare, entrambe le donne si sono recate in diverse circostanze a recuperare i sodali in occasione di furti non “riusciti”, come quelli del 13 luglio e del 6 novembre 2018 a Caserta ovvero hanno partecipato alla commissione di furti con il compito di “palo” per segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’Ordine.

Tutti gli altri destinatari dei provvedimenti cautelari, ossia SALVATI Patrizio, IORIO Pasquale, SCAMARDI Marco e TOMASELLI Rocco, pur essendo estranei al contesto associativo, hanno partecipato alla materiale commissione di diversi furti in abitazione, evidenziando elevata professionalità, spregiudicatezza e propensione a delinquere.

L’attività investigativa si è svolta con i tradizionali metodi di osservazione, pedinamento e con intercettazioni,  consentendo, in tal modo di acquisire solidi elementi indiziari in ordine anche al modus operandi della associazione criminale, che ha operato senza conoscere confini territoriali (partendo dal Rione Traiano di Napoli, per andare a commettere furti oltre che a Napoli, nel Casertano ed in provincia di Salerno):

– gli obbiettivi venivano selezionati, mediante accurati sopralluoghi, tra i condomini con appartamenti dotati di portoncini con serrature a cilindro di tipo “europeo”;
– localizzato l’obbiettivo, venivano parcheggiate le autovetture già pronte per la fuga e venivano posizionati i “pali”, dotati di radio ricetrasmittenti per le comunicazioni;
– gli altri componenti, invece, si recavano presso le abitazioni, dopo aver accuratamente accertato che i proprietari non vi fossero; dato di cui si accertavano citofonando ripetutamente e ad intervalli di tempo brevi;
– sicuri dell’assenza dei proprietari, i componenti della banda criminale entravano negli appartamenti, servendosi delle caditoie dell’acqua ed introducendosi dai balconi ovvero forzando le serrature mediante asportazione della protezione delle stesse; quest’ultima operazione avveniva con l’utilizzo di chiavistelli, cacciaviti, chiavi inglesi da meccanico modificate, chiavi bulgare, tanto da riuscire a rimuovere ogni forma di protezione. Gli attrezzi, che fino a quel momento erano custoditi nelle vetture parcheggiate nelle vicinanze, venivano, all’occorrenza e su richiesta telefonica o radio, portati materialmente a coloro che si trovavano davanti alla porta da scassinare;
– una volta razziato l’appartamento, i malviventi si dileguavano a bordo di almeno due autovetture, rigorosamente prese a noleggio, per poter eludere il successivo controllo delle forze di Polizia, potendo contare su strutture dell’associazione stabilmente dedite al recupero degli esecutori materiali dei furti;
– la refurtiva asportava variava a seconda dell’obbiettivo avuto di mira: i gioielli ed i monili in oro erano il target preferito dai malviventi, in quanto facilmente monetizzabili attraverso i ricettatori, tuttavia gli stessi non disdegnavano elettrodomestici come aspirapolveri o robot da casa.

BOTTINI RECORD - L’attività investigativa che, sovente, è riuscita ad impedire che i furti venissero portati a compimento, ha anche consentito di apprendere, dalle conversazioni intercettate degli indagati, come in soli tre mesi avessero guadagnato ca. 280.000 euro, “lavorando notte e giorno”). La progressione criminosa dell’associazione, tuttavia, veniva interrotta dai Carabinieri di Casetta subito dopo un furto in appartamento, consumato nel capoluogo di Provincia il 06 novembre 2018; si ricorda che in quella circostanza, nel corso dell’inseguimento dei malviventi trovò la morte il carabiniere Emanuele REALI del Nucleo Operativo dei CC di Caserta.

LA MORTE DI REALI - in particolare, nella circostanza., attraverso il consolidato modus operandi dell’associazione per delinquere, mentre uno degli affiliati, PENGUE, attendeva in auto, con funzioni di “palo” e di recupero per la fuga, SALVATI, REALE e ATTANASIO si introducevano, dopo aver forzato la porta d’ingresso, in un appartamento di Caserta in via Alfieri, dal quale asportavano degli elettrodomestici. REALE e PENGUE furono fermati dai Carabinieri dopo un breve inseguimento, mentre gli altri due riuscivano a fuggire ed a nascondersi. Dopo incessanti ricerche, SALVATI ed ATTANASIO furono localizzati, mentre attendevano che ARTUSO Anna arrivasse a recuperali. Ne scaturì un nuovo inseguimento, durante il quale i Carabinieri riuscirono a bloccare solo SALVATI, mentre ATTANASIO riusciva nuovamente a dileguarsi, inseguito dal V. Brig. dei Carabinieri Emanuele REALI, che perse la vita investito da un treno durante le ricerche del fuggitivo.

 

L’irreperibilità di ATTANASIO durò meno di 48 ore, in quanto, le pressanti ricerche dei Carabinieri, lo costrinsero a presentarsi al Comando Provinciale di Caserta per costituirsi, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dal Pubblico Ministero di questa Procura. L’odierna operazione si inserisce in un più ampio contesto che vede questa Procura della Repubblica impegnata nell’azione di contrasto dei reati predatori, con particolare riferimento ai furti ed alle rapine in abitazione, reato particolarmente odioso, perché colpisce le vittime nella loro intimità, generando un forte allarme sociale.

emanuele reali arresti caserta
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.