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Emergenza delocalizzazione, Cgil e Fiom di Caserta avvertono: ‘Serve maggiore tutela del lavoro’

19 / 05 / 2014

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Redazione

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Continua da Teverola a Maniza il viaggio senza ritorno del  made in Italy, verso i paesi low-cost, in nome e per conto di un costo del Lavoro che drammaticamente impone assurde condizioni e continua, impunito, a fare vittime. A meno di un anno dall’annuncio del gruppo Indesit di voler dismettere la produzione di lavatrici nello storico stabilimento di Teverola, per spostarle in Turchia e a poche ore dal più grave disastro industriale della moderna Turchia, che ha provocato centinaia di morti, e dovuto proprio alla scarsa tutela dei lavoratori, non ci si può sottrarre ad alcune considerazioni. “Ancora una volta, come Cgil e Fiom di Caserta, - ha dichiarato Massimiliano Guglielmi, Segretario Provinciale Fiom Caserta - riteniamo che sia necessario far diventare prioritarie per le istituzioni Nazionali e locali quelle scelte che devono difendere e rilanciare il nostro apparato industriale, i nostri centri di eccellenza, il made in Italy. È necessario impedire che le logiche imprenditoriali siano esclusivamente rivolte a far crescere uno scenario competitivo europeo basato sul bassissimo costo della mano d’opera e con minime (se non assenti) condizioni di tutela per la salute dei Lavoratori. Sono ampiamente note, ormai, le scelte fatte dal gruppo più importante in Italia nella produzione di elettrodomestici, la Indesit, appunto, secondo per importanza solo alla Fiat, e del piano industriale di delocalizzazione del suo prodotto principe verso paesi più competitivi per il basso costo del lavoro, tra cui anche la Turchia. Senza alcuna logica di sviluppo per l’intero sistema Italia, si è lavorato alacremente per agevolare l’ennesimo impoverimento del sistema produttivo italiano, e casertano in particolare. Si è permesso di portare ricchezza e lavoro a paesi terzi per lasciare a carico della collettività nazionale centinaia di lavoratori che non si vedono garantiti un futuro sostenibile, se non il sussidio della cassa integrazione. Un paese ed una provincia che cercano di fare della produzione industriale la propria ricchezza per ridare slancio ad una economia agonizzante, non è possibile che accettino e promuovano un tale scempio”. “Alla luce dell’ipotesi d’accordo firmato in queste ore con la Electrolux - ha continuato Camilla Bernabei, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Caserta -  siamo convinti e lo ribadiamo anche, di quanta responsabilità ricada sulle spalle di chi avrebbe potuto e dovuto - per dovere istituzionale - preservare il lavoro e promuovere azioni e soluzioni volte ad evitare la promozione di piani industriali tesi a spostare produzioni, lavoro e ricchezza verso paesi esteri. La certezza del lavoro, oltre a restituire dignità alle persone, consente il rilancio del territorio, preserva il suo patrimonio e consegna alle nuove generazioni il futuro che meritano. Alla vigilia delle elezioni europee riteniamo  che il nuovo Parlamento europeo, che andremo ad eleggere, debba favorire una migliore occupazione, la qualità del lavoro, la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini; questi obiettivi si potranno raggiungere solo con una ripresa ed un rafforzamento del dialogo sociale a livello europeo, ma anche nazionale; pertanto come organizzazione sindacale Cgil e Fiom di  Caserta chiediamo all’attuale governo di mettere al centro degli impegni il lavoro ed in particolare di riaprire un tavolo di discussione sulle problematiche industriali della Indesit, al fine di favorire la permanenza della realtà industriale sul territorio di Caserta”.
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