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Fa condannare gli affiliati dei Casalesi e viene ucciso, chiesti 6 ergastoli per i killer di Domenico Noviello

07 / 07 / 2014

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Redazione

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Il massimo della pena è stato chiesto per il capo dell'ala stragista dei Casalesi Giuseppe Setola dal sostituto procuratore della Dda di Napoli Alessandro Milita al termine della requisitoria del processo, tenutosi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per l'omicidio di Domenico Noviello, l'imprenditore ucciso il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno perché aveva denunciato e fatto condannare nel 2001 alcuni affiliati alla cosca. Il magistrato ha chiesto l'ergastolo anche per gli altri cinque imputati Giovanni Letizia, Alessandro Cirillo, Francesco Cirillo, Massimo Napolano e Metello Di Bona mentre 14 anni sono stati chiesti per il collaboratore di giustizia Luigi Tartarone, le cui dichiarazioni sono state ritenute "decisive" dal pm per la ricostruzione dei ruoli e della dinamica dell'omicidio. Per Setola, detenuto a Milano-Opera, che all'inizio dell'udienza ha chiesto di aver bisogno di una tac per i continui mal di testa rinunciando poi ad ascoltare la requisitoria, Milita ha chiesto anche un anno e sei mesi di isolamento diurno. "Setola ha avuto un ruolo irridente verso chi lo esamina - ha spiegato il pm motivando la scelta - arrivando a superare sé stesso per le simulazione della malattia e coprendo i suoi complici, secondo un atteggiamento tipicamente mafioso". Il pm ha indicato alcuni dichiarazioni convergenti dei pentiti Luigi Tartarone e di Oreste Spagnuolo, e le parole di Massimo Alfiero; quest'ultimo, già condannato all'ergastolo per il delitto in sede di abbreviato in quanto ritenuto esecutore materiale, raccontò nel dettaglio la dinamica del delitto nel corsi di un primo interrogatorio ma, poi, ritrattò tutto dopo un colloquio in carcere con la moglie. Al termine dell'udienza ha preso la parola l'altro esponente dei Casalesi, Giovanni Letizia, che all'omicidio Noviello non ha partecipato ma il cui ruolo è stato comunque rilevante in quanto secondo il pm avrebbe indicato il nome dell'imprenditore in una riunione tenutasi nell'aprile del 2008, in cui partecipò anche Setola, qualche giorno prima, dunque, che iniziasse la stagione di sangue che costò al casertano diciotto morti in sette mesi, tra cui i sei immigrati africani uccisi a Castel Volturno nella strage di San Gennaro. "Non potete credere sempre ai pentiti, io dell'omicidio Noviello non solo nulla ma il pm chiede sempre l'ergastolo. Eppure - ha proseguito Letizia rivolgendosi al presidente della Corte d'Assise Maria Alaia - tra due-tre anni la Corte di Giustizia di Strasburgo potrebbe dichiarare l'ergastolo illegittimo. Sappiate che mi date un ergastolo ingiusto".
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