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Falsi contratti a raffica per regolarizzare gli stranieri, nei guai coppia di coniugi di Casal di Principe

22 / 09 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Gli agenti del commissariato di Castel Volturno hanno scoperto e denunciato una truffa per regolarizzare le posizioni di stranieri presenti sul territorio italiano senza permesso di soggiorno. Nei guai sono finite cinque persone, tre nigeriane e due italiani, marito e moglie, di Casal di Princpe. Attraverso la creazione di false condizioni per poter accedere ai benefici della nuova sanatoria prevista dal dl. 109 del 16/7/2012gli indagati avevano avviato una procedura regolare, basata tuttavia su presupposti fittizi e artatamente realizzati, al solo scopo di consentire la regolarizzazione di stranieri clandestini, ovviamente dietro il pagamento di consistenti tariffe, sul cui importo al momento verte il più assoluto riserbo investigativo.  Le indagini in questione svolte dagli agenti dell’Ufficio amministrativo del Commissariato di Castel Volturno, si dipartivano da una serie di accertamenti svolti d’iniziativa, di concerto con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Caserta, e finalizzati a riscontare l’effettiva sussistenza dei rapporti di lavoro stipulati dagli stranieri extracomunitari ai fini dell’emersione, nella fattispecie del rapporto di lavoro tra la cittadina extracomunitaria O.Joy, con la qualifica di colf, e l’indagato principale DE C.F, reo di aver sottoscritto presso lo sportello  unico dell’immigrazione di Caserta un contratto di lavoro regolare, grazie al quale lo straniero clandestino veniva automaticamente regolarizzato sul territorio, ma basato su di un rapporto di lavoro del tutto fittizio. Proprio questo accertamento consentiva di evidenziare l’accordo fraudolento tra il DE C. e i suoi complici. Ad aggravare la posizione del DE C. e dei suoi complici vi era, inoltre, che le successive indagini svolte con altrettanta meticolosità dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione del Commissariato di Castel Volturno consentivano di acclarare non solo il carattere fittizio del rapporto di lavoro dichiarato dalla straniera O. J. ma anche l’abitualità con cui il principale indagato, DE C.F., visto l’approssimarsi della nuova sanatoria, aveva avviato una vera e propria macchina per favorire l’emersione agli stranieri irregolari. Sono infatti in corso di verifica altri contratti di lavoro stipulati dal principale indagato, con la complicità dell’A. W. O. in qualità di intermediario tra lui e gli stranieri da regolarizzare.
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