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LO STRAPPO | Il caso Feltrinelli divide la politica: “La guida racconta la verità”

24 / 08 / 2018

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Redazione

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La vicenda Feltrinelli sta dividendo la politica casertana. Da un lato la presa di posizione del sindaco del Capoluogo Carlo Marino, e del Presidente della Provincia Giorgio Magliocca, e del consigliere Regionale Luigi Bosco, che hanno difeso non solo la sua città ma l’intera Terra di Lavoro e la Reggia, chiedendo modifiche e minacciando di adire alle vie legali.

Dall' altra parte una lettera aperta inviata allo stesso sindaco e ai colleghi, del consigliere comunale di ‘Campania Libera’ Mario Russo ha invece “difeso” le parole spese dalla guida per descrive la provincia di Caserta, scatenando così una rottura politica all’interno della maggioranza.

LA LETTERA - “Leggo in queste ore le tante reazioni alla pubblicazione della guida Feltrinelli – si legge nella lettera di Russo - e a prima vista mi è sembrato condivisibile e comprensibile tanta rabbia. Passata qualche ora e riletta più volte la recensione, all'ira di casertano ferito nell'orgoglio subentra tanta amarezza dal constatare quanta parte della recensione purtroppo ritragga proprio la città dove vivo. Caserta è una città anonima e la provincia limitrofa, leggi Aversa, è un luogo in cui non fermarsi. Fa male, io direi malissimo, ma purtroppo è la verità. Senza fare gli offesi o i moralisti ora dobbiamo subire lo schiaffo e con lo stesso orgoglio con cui abbiamo contestato la recensione rimboccarci le maniche e lavorare per migliorare. Le parole valgono zero, le sterili lamentele meno che mai, e non credo che la guida avesse interesse a recensire negativamente la nostra terra.

La Reggia è un monumento meraviglioso ma – problema annoso - non è collegata in maniera identitaria alla città in un connubio inscindibile, e tanti, troppi turisti dopo averla visitata vanno via senza neanche essere incuriositi dalla città. Tanti sono gli sforzi che come amministrazione si stanno cercando di fare, ma quali sono ad oggi i risultati? Possiamo veramente sentirci offesi? Se la guida fosse venuta in visita, e non possiamo escluderlo, nei primi mesi dell'anno, prima della recensione, cosa avrebbe trovato? Una zona dei campetti antistante la Reggia degradata dove non esistono i servizi minimi e la minima igiene con zone dormitori per barboni e altre per alcove a buon mercato, a cielo aperto; il verde incolto e arso dal sole; una villetta – Maria Carolina - chiusa e abbandonata; le strade cittadine un colabrodo; i marciapiedi assediati dalle cacche dei cani e dai rifiuti lasciati dagli esercenti commerciali senza controllo; macchine in tripla fila e potrei continuare per un po’, ma fa davvero male. Se voi foste un turista, ci tornereste? E la consigliereste? Se foste un turista avreste il problema della mancanza di una toilette pubblica di cui usufruire? Avreste il problema di raggiungere con un mezzo pubblico le tanto decantate bellezze (Casertavecchia o Belvedere ad esempio)? E, tralasciando gli ambulanti, quale souvenir caratteristico potreste portare ad un amico? Me lo chiedo e lo faccio da persona con il cuore ferito per la sua città e che in questo periodo sta cercando di Amministrarla, con ottime intenzioni ma con risultati sicuramente non all’altezza.

Oggi ci ergiamo tutti a difesa della nostra città a parole, ma da turisti in altre parti in Italia e nel mondo cosa giudichiamo? Da noi manca la "normalità" e non solo. Certo in questi mesi ho spesso sentito dire da Dirigenti, (e non solo!), che non ci sono soldi e che come Amministrazione stiamo facendo un'azione meritoria nel recuperare vecchi disavanzi di gestione che hanno portato a due dissesti, ma questo se da una parte incide sui servizi, dall'altra mi induce sempre a pensare che non ci sia il minimo controllo su quanto dovrebbe essere fornito e non viene fatto.

Non cerchiamo alibi: il modello amministrativo e gestionale della nostra città non funziona, noi attuali amministratori appariamo inconcludenti come chi ci ha preceduto e questo si riflette sulla città rendendo all'esterno opaca la sua immagine. Dobbiamo cambiare la città con i fatti, e i fatti richiedono sacrifici e coraggio. Le parole valgono zero e chi si sente ferito oggi nell'orgoglio mettesse la propria opera al servizio di una rinascita che prima di tutto deve essere culturale e partire dall'ordinarietà per riscoprire amore per la propria terra, identità e senso di appartenenza

Signor sindaco spero che colga l’occasione per convocare un Consiglio Comunale su questo tema, che ha toccato tutti, per poterlo finalmente discutere. Spero che ci dia la possibilità di confrontarci apertamente, maggioranza e opposizione ognuno nel suo specifico ruolo. Signor Sindaco, Caserta è la città che amo ed è la mia Città, ma voglio che sia, oggi e nel futuro, anche quella dei miei figli”.

 

feltrinelli POLEMICA
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