Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

COMUNE 'COMPLICE' DELLA TRUFFA | La CSI agiva come riscossore delle tasse senza averne titolo

17 / 07 / 2018

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


La CSI srl agiva come riscossore delle bollette dei cittadini di Maddaloni, pur non avendo alcun titolo per farlo. Il tutto senza che l’ente controllore, il Comune di Maddaloni, muovesse un dito nei suoi confronti.

È il quadro incredibile che emerge dall’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere che ha portato all’arresto nella giornata di ieri di Francesco D’Alonzo Angelo Calabrò, rispettivamente consulente e amministratore unico del CSI.

 Per l’accusa la societa’ non avrebbe versato al Comune di Maddaloni, procurando all’ente un grave danno erariale, oltre un milione di euro di soldi incassati tra il 2011 e il 2017 dagli utenti per il pagamento della tassa sui rifiuti e dei canoni idrici, nonche’ dalla gestione dei parcheggi pubblici; migliaia le infrazioni relative alla sosta nelle strisce blu mai comunicate all’Ente e introitate direttamente dalla societa’.

Danneggiati anche molti cittadini, costretti a pagare piu’ volte la stessa bolletta. Ma nel Comune, fa notare la Procura, non tutto ha funzionato. Piu’ volte, hanno accertato l’ufficio inquirente e i carabinieri di Maddaloni delegati alle indagini, la stessa Csi ha affermato in documenti ufficiali di non essere “agente della riscossione”, ma nonostante cio’, di fatto, ha sempre agito come tale.

Non c’e’ stata contestazione di tale comportamento – scrive il pm nella richiesta di misura cautelare – da parte dell’amministrazione comunale di Maddaloni, che di fatto ha avallato tale comportamento illegittimo. C.S.I. – prosegue il pm – non poteva incassare direttamente e detenere, neppure temporaneamente, i pagamenti relativi alla Tarsu e i canoni per il servizio idrico. Malgrado cio’ lo ha fatto“. Al momento non ci sono indagati tra i funzionari comunali.

Per quanto concerne i parcheggi, la Csi ha dichiarato di aver ricavato 457mila euro, ma “il valore dei titoli che risulterebbero complessivamente venduti da C.S.I. – sostiene la Procura – si attesterebbe a euro 902.560“. Semplice la modalita’ di raggiro che secondo l’accusa avrebbe posto in essere la societa’. Quando un automobilista sostava oltre il tempo consentito e doveva regolarizzare la propria posizione, si presentava negli uffici della societa’ con il grattino e pagava, ma non gli veniva consegnata ricevuta; in tal modo la Csi da un lato non pagava il Comune, dall’altro riutilizzava lo stesso grattino guadagnandoci due volte.

 

DALONZO Franco Angelo Calabro truffa bollettini maddaloni
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.