Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

CAMORRA & AFFARI | Arrestato l'imprenditore che 'ripuliva' i soldi dei clan nel casino' di Montecarlo. IL NOME

17 / 08 / 2018

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Trascorreva la vacanze a La Maddalena, nel nord Sardegna, ma sul suo conto pendeva un mandato di cattura internazionale spiccato dalle autorità del Principato di Monaco per una condanna a tre anni di reclusione per riciclaggio di denaro.

Francesco Grassia, 73 anni, originario dell’agro aversano, è stato sottoposto ad arresto provvisorio, come previsto dalla legge in materia di estradizione, dagli uomini del commissariato di Polizia di Porto Cervo e Arzachena e della Digos di Sassari. Grassia era nel resort insieme alla compagna: è considerato vicino agli Zagaria.

L’uomo è stato rintracciato in una struttura ricettiva sull’isola dell’arcipelago maddalenino. La “pulizia” di denaro per cui è stato condannato avveniva attraverso il Casinò del Principato di Monaco. Il 73enne è stato trasferito nel carcere di Nuchis, a Tempio Pausania, in attesa del completamento della procedura di estradizione, che sarà curata dalla sede distaccata di Sassari della Corte d’appello di Cagliari.

LA CONFISCA DEL 2016 - La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli eseguì sta ultimando l’esecuzione di un decreto di confisca beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) – Sez. Misure di Prevenzione – nei confronti dell’imprenditore aversano GRASSIA Francesco.

Tali beni, nel luglio 2015, erano già stati sottoposti a sequestro in virtù del provvedimento del Tribunale sammaritano in accoglimento di una proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A.. GRASSIA Francesco, imprenditore edile aversano, nel giugno del 2000 fu tratto in arresto in esecuzione di O.C.C. in carcere, perché appartenente ad un’associazione per delinquere di tipo camorristico, unitamente a ZAGARIA Vincenzo, BIONDINO Francesco e DE SIMONE Dario, operante nell’agro aversano.

GRASSIA nell’ambito del citato sodalizio aveva il compito di fornire continuo appoggio logistico agli affiliati, di nascondere armi, di riscuotere i proventi delle estorsioni, di reinvestire gli illeciti proventi delle attività del sodalizio. I collaboratori di giustizia, concordemente, lo hanno descritto come imprenditore organico al clan dei casalesi, fazione Zagaria, particolarmente attivo nella riscossione di tangenti e reinvestimento degli illeciti proventi.

In tal senso, un’indagine risalente agli anni novanta da cui è emerso l’acquisto di un complesso immobiliare sito in Aversa (CE), ex “fabbrica Della Volpe”, ad un prezzo nettamente inferiore al valore di mercato, da parte di una società facente capo al destinatario dell’odierno provvedimento e ad altri sodali, proprio a testimonianza della capacità di intimidazione derivante dalla loro comune appartenenza al clan camorrista dei casalesi.

Sempre in quegli anni, il GRASSIA è risultato attivo, insieme ad altri appartenenti all’organizzazione criminale di riferimento, nel settore dell’importazione di armi dalla ex Jugoslavia (tra cui fucili a pompa, bombe a mano e mitragliatori silenziati). I beni sottoposti a confisca di prevenzione consistono in società e fabbricati, aventi sede od ubicati principalmente nella provincia di Caserta, nonché diversi beni mobili e rapporti finanziari nella disponibilità diretta e indiretta del predetto, per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro.

Francesco Grassia clan casalesi SEQUESTRO
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.