Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

DOSSIER SCANDALO | Sesso gay con preti e seminaristi, due sono della diocesi casertana

26 / 02 / 2018

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Un dossier con date, foto e messaggi di una chat erotica è stato consegnato alla Curia di Napoli. I documenti sarebbero collegati a una serie di incontri sessuali — in gran parte omosessuali, anche con elargizione di denaro — che vedono coinvolti sacerdoti e seminaristi. L’Arcidiocesi di Napoli ha anche avviato una verifica sui fatti, che potrebbe portare a provvedimenti per alcune delle persone coinvolte. «Nel corso di questa settimana, è stato consegnato alla Cancelleria della Curia Arcivescovile di Napoli un dossier di denuncia di casi di omosessualità nei quali sarebbero coinvolti sacerdoti, religiosi e seminaristi di alcune Diocesi italiane — precisa la nota —, detto materiale verrà opportunamente esaminato per essere trasmesso alle Diocesi interessate per le eventuali necessarie valutazioni». Il dossier, che il Corriere ha potuto visionare, è impressionante, e riporta messaggi e decine di foto (molto pesanti). Saranno le istituzioni ecclesiastiche a vagliare la documentazione.

LE CARTE - Nei giorni scorsi il sito Gaynews aveva riferito che il dossier è stato messo a punto da un ex escort, Francesco Mangiacapra, che abita a Napoli, già noto alle cronache per avere svelato i presunti traffici di don Luca Morini, soprannominato «don Euro». Il nuovo dossier coinvolgerebbe una sessantina di prelati, diocesani e appartenenti ad ordini religiosi, per lo più campani ma non solo. Mangiacapra tiene a precisare che «non ci sono nel mio dossier profili di pedofilia. Non ci sono preti pedofili, ma segnalo un prete agli arresti domiciliari per pedofilia che fa incontri con maggiorenni durante il periodo degli arresti domiciliari».

LE MOTICAZIONI - Mangiacapra è autore di un libro dal titolo Il Numero Uno - confessioni di un marchettaro dal quale il dossier è partito, in cui l’uomo ripercorre la sua storia di avvocato che ha scelto di diventare gigolò, diventando amante di numerosi sacerdoti. Perché ha inviato il dossier alla Curia? «Il fine non è far del male alle persone menzionate, ma aiutarle a comprendere che la loro doppia vita, per quanto apparentemente comoda, non è utile a loro né a tutte le persone per cui esse dovrebbero rappresentare una guida e un esempio da seguire. Il comportamento di questi prelati è, in molti casi, frutto dell’impunità a cui gli stessi vertici della Chiesa li hanno abituati: quella ingiusta tolleranza che alimenta l’idea di poter continuare a separare ciò che si esercita da ciò che si esprime, come è tipico di chi ha una doppia morale schizofrenica. Con troppa sicurezza questi sacerdoti sono abituati a contare su quella discrezione di cui da tempo beneficiano, e che ingiustamente consente loro di spogliarsi occasionalmente della tonaca a uso e consumo dei propri vizi».

I PRETI COINVOLTI - I sacerdoti indicati nel dossier fanno parte di queste diocesi: 1 appartiene alla diocesi di Acerra, 1 alla diocesi di Acireale, 2 appartengono alla diocesi di Amalfi-Cava, 2 alla diocesi di Aversa, 2 alla diocesi di Bari, 1 alla diocesi di Catania, 1 alla diocesi di Ischia, 2 alla diocesi di Cosenza-Bisignano, 1 alla diocesi di Isernia, 1 alla diocesi di Manfredonia-San Giovanni Rotondo, 1 alla diocesi di Messina, 1 alla diocesi di Molfetta, 2 alla diocesi di Napoli, 1 alla diocesi di Nardò-Gallipoli, 2 alla diocesi di Nocera-Sarno, 1 alla diocesi di Noto, 1 alla diocesi di Oppido Mamertina, 1 alla diocesi di Piazza Armerina, 1 alla diocesi di Pozzuoli, 1 alla diocesi di Palermo, 3 alla diocesi di Roma, 2 alla diocesi di Salerno, 1 alla diocesi di Teano-Calvi, 7 alla diocesi di Teggiano-Policastro, 1 alla diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, 4 alla diocesi di Tursi-Lagonegro, 1 alla diocesi di Tricarico, 1 alla diocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado nonché 1 dell’Ordinariato Militare. Di questi 42 sono diocesani, 7 appartengono a istituti religiosi mentre i seminaristi sono in tutto 9.

preti gay Francesco Mangiacapra aversa diocesi
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.