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RAPINA MILIONARIA AL TARI' | Ridotta la pena al basista della banda

24 / 05 / 2018

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Redazione

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Furto milionario al Tarì, la sentenza

I giudici dell'Appello hanno inflitto 7 anni e mezzo di reclusione per Francesco Petruolo andando a riformare la sentenza emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che condannò l'ex vigilante a 10 anni, riformato parzialmente la sentenza emessa in primo grado a carico Petruolo, l' ex guardia giurata della Battistolli, accusato di essere stato il basista per un colpo milionario commesso al Tarì di Marcianise nel 2014.

IL COLPO - Era il 2015 quando i Carabinieri della Compagnia di Marcianise, eseguirono un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa, su richiesta da quest'Ufficio, dal G.i.p. del locale Tribunale nei confronti di Francesco Petruolo, gravemente indiziato, insieme con altre persone (allo stato non identificate), di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, porto e detenzione illegali di armi da fuoco. La misura cautelare è stata emessa a compendio di una meticolosa attività d'indagine relativa all'assalto al caveau dell'istituto di vigilanza "BTVs.p.a. - gruppo Battistolli", sito presso il "Centro Orafo Tari" di Marcianise, compiuto nella serata del 26 settembre 2014 ad opera di ignoti.

In tale occasione, i quattro rapinatori erano riusciti ad introdursi, con uno stratagemma, all'interno del "Centro Orafo" e, quindi, ad accedere al deposito, impiegando come "cavallo di troia" un furgone blindato riportante i colori, il logo e il numero di targa di un automezzo dell'Istituto di Vigilanza che quella sera avrebbe dovuto recarsi presso il suddetto deposito per effettuare operazioni di carico/scarico di valori. Dopo aver immobilizzato i due vigilantes in servizio al suo interno - potendo contare sul determinante contributo di un basista interno al centro orafo, la guardia particolare giurata Francesco Petruolo, appunto - i rapinatori erano riusciti ad asportare la somma di denaro di quindici milioni di euro circa.

Peraltro, a seguito dell'allarme attivato da altro dipendente della "Battistolli", in servizio in altra area dello stabile - il quale si era accorto tempestivamente della presenza della banda di rapinatori attraverso il sistema di video sorveglianza interno - gli stessi rapinatori erano stati costretti ad abbandonare il veicolo e l'intera refurtiva (è risultata mancante solo la somma di 15.000 euro), e a fuggire a piedi nelle campagne circostanti.

Subito dopo, erano sopraggiunte numerose pattuglie di Polizia di Stato e Carabinieri. La doviziosa ricostruzione dell'evento delittuoso e l'individuazione della guardia particolare giurata, Francesco Petruolo, quale "basista" sono stati peraltro consentiti dalle riprese dei sistemi di video-sorveglianza interni e dai rilievi tecnici del personale del Gabinetto provinciale della Polizia Scientifica presso la Questura di Caserta.

E' risultato così che la guardia giurata aveva agevolato l'accesso al caveau dei rapinatori e neutralizzato la seconda guardia giurata ivi presente: utilizzando un cellulare "citofono", Petruolo, tramite sms, aveva comunicato ai complici, per la riuscita del piano criminoso, tempi e condizioni di accesso al caveau e, arrivato il furgone blindato, aveva aperto la porta blindata consentendo l'ingresso nell'area protetta

Francesco Petruolo
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