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45 INDAGATI PER L'ORO ROSSO Nei guai anche importanti imprenditori ed intermediari

24 / 06 / 2016

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Redazione

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Il personale della Squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania ha dato luogo all'esecuzione di misura cautelare disposta dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di numerosi soggetti indagati di nazionalità italiana e rumena, indagati per svariate condotte di furto e di ricettazione d'ingenti quantità di rame, prevalentemente sottratto alle Ferrovie o ad altri Enti, come l'Enel o società telefoniche. 

L'attività d'indagine è volta al contrasto dei furti di rame che si sono verificati e che ancora si verificano, a cavallo tra le provincie di Casetta e Napoli. Infatti, a causa del verificarsi di una particolare recrudescenza del fenomeno dei furti di rame, che tra il 2012 ed il 2013 aveva raggiunto picchi elevatissimi in questo territorio, veniva avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere una complessa attività d'indagine, delegata alla Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania.

Veniva quindi avviata una lunga, complessa e laboriosa investigazione, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che consentiva, nel tempo, d'individuare l'esistenza di un vasto sodalizio criminale, composto essenzialmente da cittadini rumeni ed italiani, dedito ad una lucrosa attività consistente nel furto e nella ricettazione di ingenti quantità di rame, prevalentemente sottratto alle Ferrovie o ad altri Enti, come l'Enel o società telefoniche. 

In particolare, l'attività investigativa in questione, durata per circa un anno e sviluppatasi attraverso mirati servizi di intercettazione, sia telefonica che ambientale, disposti dai pm che hanno diretto e coordinato le indagini, nonché da servizi di osservazione e pedinamento, svolti anche in tempo di notte ed in zone impervie ed isolate, consentiva di accertare che la consorteria criminale che man mano andava delineandosi, operando attraverso una precisa suddivisione di ruoli e funzioni, era dedita alla sottrazione del prezioso rame dalle linee ferroviarie, sia di quello posto in opera sia di quello ricoverato in depositi di stoccaggio.

Il materiale in questione veniva fatto poi confluire, attraverso alcuni passaggi intermedi, in alcuni grandi depositi di materiale ferroso sparsi per la Campania i quali, a loro volta, provvedevano alla "pulizia" del materiale ricettato ed alla successiva destinazione finale verso inconsapevoli fonderie del Nord, in particolare Brescia e Mantova, ovvero alla sua esportazione verso destinazioni estere, in particolare Paesi Asiatici (Cina e Corea).

Per dare un'idea della vastità del fenomeno, basti pensare che solo nel corso dell'espletamento delle varie fasi dell'indagine, venivano sottoposte a sequestro circa 100 tonnellate di rame di provenienza illecita sottratto, essenzialmente, dagli impianti ferroviari che, per tale motivo, riportavano un danno strategico superiore al valore economico del rame rubato e della sua necessaria riposa in opera.

In esito ai risultati conseguiti sul piano investigativo e delle indagini preliminari svolte, il GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo in pieno le richieste del P.M. titolare dell'indagine, con ordinanza ha disposto l'applicazione di misure cautelari diversificate nei confronti di 12 soggetti, a vario titolo ritenuti responsabili per i reati di associazione a delinquere, furto, ricettazione e riciclaggio.

In particolare ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di otto cittadini rumeni; la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre persone, due cittadini rumeni ed un imprenditore italiano; la misura dell'obbligo di presentazione alla P.G. e la misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali per 6 mesi nei confronti di un imprenditore italiano, nonché l'effettuazione di numerose perquisizioni domiciliari ed aziendali.

Nell'ambito di tale procedimento risultano altresì attualmente indagati in stato di libertà altri ventuno soggetti di cui otto cittadini rumeni e tredici cittadini italiani, titolari di aziende dedite al commercio ed allo stoccaggio di metalli ferrosi, ed in particolare di rame.

Due di essi, peraltro, sono tra i più importanti commercianti, a livello regionale, di metalli e titolari di varie società che movimentano, annualmente, ingenti quantità di metalli ferrosi. I provvedimenti sono stati eseguiti, e sono tuttora in corso di esecuzione da parte della Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Ferroviaria di Napoli che, sotto la direzione di questa Procura della Repubblica, ha svolto le indagini in argomento.

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