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Arrestato Buonocore, l' ultimo latitante sfuggito al blitz di Agosto

16 / 11 / 2017

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Redazione

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Arrestato Gennaro Buonocore, latitante dell'ultimo blitz alle palazzine azzurre del 2 agosto. Dopo circa 3 mesi di latitanza "Chorlotte" è finito in manette.

Era l'unico sfuggito al blitz e nell'ordinanza era considerato il capo dell'organizzazione.
 
Ad Agosto, circa 150 carabinieri hanno fatto irruzione nel complesso abitativo dei Palazzi Azzurri a Mondragone e in tale contesto, a seguito di una serie di perquisizioni e arresti è stato inferto un duro colpo a due gruppi criminali, che erano specializzati in furti in appartamento e nei contadi agricoli, nonché nel riciclaggio.

Dei destinatari dell’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed eseguita dai carabinieri di Mondragone,  soltanto Mario Napolitano, difeso dall’avvocato Luigi Iannettone, ha ottenuto i domiciliari fuori Regione, con la possibilità di recarsi sul posto di lavoro. Agli altri componenti del cartello criminale sono stati confermati in fase di convalida, gli arresti in carcere e ai domiciliari. Ora è atteso il verdetto del tribunale del Riesame sulle istanze presentate, tra le altre cose dagli avvocati, Iannettone e Luigi Mordacchini

Nel contempo, possiamo, adesso approfondire l’analisi sulle accuse mosse nei confronti degli arrestati e anche capire come era strutturata questa banda che ha razziato il casertano.

Secondo gli inquirenti a capo delle due anime di questo gruppo criminale, all’inizio c’era Gennaro Buonocore un 35enne di Mondragone residente proprio nei Palazzi Azzurri. Quest’ultimo, però non disdegnava la possibilità di eseguire materialmente i reati, approfittando anche del proprio spessore criminale noto negli ambienti mondragonesi. Per la Procura era lui a programmare i singoli delitti, e impartiva direttive anche sui compiti che gli altri organizzatori e membri della consorteria dovevano assumere. Reclutava gli uomini che gli servivano e quando si doveva colpire, alla stregua di un condottiero, partecipava personalmente ai raid furtivi.

A coadiuvare Buonocore nell’organizzazione dei colpi, c’erano all’inizio Samuele Cascarino e Luigi Buonocore. Secondo gli investigatori erano loro che effettuavano i sopralluoghi per la ricerca delle autovetture da rubare. Nel contempo per gli inquirenti entrambi erano anche i fedeli esecutori delle direttive del capo.

Guido Lippiello, Gianluca Ceraldi e Adriano Luogno, invece, per la Procura avrebbero partecipato all’associazione criminale in questione. Mentre Massimo Caramanica e Mario Napolitano, avevano assunto a loro volta il ruolo di esecutori materiali delle attività di riciclaggio e ricettazione dei componenti delle vetture rubate.

I raid furtivi, tra le altre cose, hanno caratterizzato i comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Terano, Ailano, Cancello ed Arnone e Castel Volturno.

Ad un certo punto, però, tale compagine criminale si divise. Ci fu una sorta di scissione. Perciò secondo i militari dell’Arma, si può parlare di ben due gruppi criminali autonomi.

Guido Lippiello, Samuele Cascarino e Giovanni Ceraldi, sono , infatti, indagati per la creazione di una banda che aveva lo scopo di commettere reati contro il patrimonio, in particolare i furti d’auto. Per la Procura, Samuele Cascarino divenne il nuovo capo.

A quanto è emerso, poi, si commettevano anche colpi su commissione e alle sue dipendenze, cioè del Cascarino, vi erano Giuanluca e Giovanni Ceraldi, nonché Guido Lippiello.

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