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PERMESSI FACILI | Soldi in cambio di false residenze: scarcerato il funzionario del Comune

05 / 11 / 2018

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Redazione

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Non è più in carcere Giuseppe Cembrola. Il giudice ha accolto la richiesta di ottenere una misura cautelare alternativa (arresti domiciliari fuori regione), il funzionario dell’ufficio anagrafe del Comune di Maddaloni arrestato lo scorso aprile con l’accusa di essere il vertice di un’organizzazione che consentiva a cittadini extracomunitari, per lo più brasiliani, di avere la nazionalità italiana, attraverso il rilascio di residenze false.

IL FUNZIONAMENTO - Tutto partiva, secondo quanto si è appreso fino ad ora, dalle sedi consolari italiane in Brasile. Non si sa in che modo, forse con la complicità di dipendenti degli uffici di ambasciate e consolati, otteneva certificati falsi che attestavano che quei richiedenti erano discendenti di italiani, potevano chiedere il ricongiungimento con i familiari una volta lasciato il nostro Paese, quasi sempre per il Regno Unito. Il funzionario dell'Anagrafe metteva tutto agli atti, modificava il registro madre ed emetteva le carte d'identità attestanti la residenza a Maddaloni. Ogni brasiliano, ringraziando, pagava lo scomodo con cifre oscillanti tra i tremila e i cinquemila euro. Il flusso anomalo di sudamericani-maddalonesi pare siano diverse centinaia. 

I COINVOLTI - Oltre al funzionario del Comune di Maddaloni, Giuseppe Cembrola, sono coivolti Michele Maravita e Gaetano MeleMichele Maravita, il genero del boss Antonio Della Ventura "o' cuniglio", residente a Caserta, che peraltro, proprio pochi giorni fa, è stato sfrattato dalla villa del capoclan, confiscata e acquisita al patrimonio comunale, si è infatti consegnato alle forze dell'ordine che gli hanno notificato un decreto di fermo firmato dal pubblico ministero. Stato di fermo per le stesse ragioni anche per Gaetano Mele. I due, secondo l'accusa, fittavano le case nelle quali, per brevissimi periodi, i brasiliani alloggiavano in attesa della loro carta d'identità.  Intanto, continuano le indagini e gli accertamenti della squadra mobile di Caserta, diretta dal vicequestore Filippo Portoghese: le verifiche sono coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone.

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