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INQUINAMENTO REGI LAGNI | Dopo il sequestro della griglia: per ora c'è solo un indagato, ma la lista potrebbe allungarsi. IL NOME

03 / 07 / 2019

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Redazione

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C’è un solo nome sul registro degli indagati, ma la nota della Procura fa presagire che, a breve, la lista dei responsabili per il disastro dei Regi lagni andrà ad allungarsi. Per ora, il pool reati ambientali della Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone, indaga l’amministratore unico e legale rappresentante della Sma Campania, ingegnere Giuseppe Esposito, per «plurime condotte antigiuridiche in materia di salvaguardia ambientale e gestione non conforme del ciclo dei rifiuti», contestandogli l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, a titolo di colpa, e di gestione illecita di rifiuti.

È della Sma Campania, ritiene la Procura, la responsabilità per il degradamento dei Regi lagni e il conseguente scempio del Litorale Domitio. È lo sviluppo delle indagini che, la settimana scorsa, hanno portato al sequestro della griglia in cui confluiscono le acque di scolo dei Regi lagni, un impianto che si alimenta con un generatore, che non è attaccato alla rete elettrica, che non viene manutenuto e che, insomma, non è idoneo alla funzione che dovrebbe assolvere.

Anzi produce più danni di quanti se ne avrebbero in sua assenza. Il sequestro d’urgenza con facoltà d’uso e una lunga serie di prescrizioni, è stato convalidato lunedì dal gip. Della griglia, di proprietà della Provincia di Caserta, è responsabile la Sma Campania, società in house della Regione, in virtù di un accordo stipulato il 21 luglio del 2016, tra la Sma e la Provincia a mezzo scrittura privata. La griglia dovrebbe impedire che gomme di auto, bottiglie e carcasse di bufale, che purtroppo finiscono nel canale per mano dei soliti scellerati, arrivino alla foce e quindi si riversino in mare.

I lavori per la costruzione della griglia terminarono nel 2013, ma fu chiara sin da subito l’impossibilità per l’amministrazione provinciale di fronteggiare costi e implicazioni tecnico amministrative dell’opera che, tra l’altro, fu disattivata dal 6 ottobre 2014 al 21 luglio 2016. Di conseguenza, quella che avrebbe dovuto essere una barriera contro l’inquinamento, a difesa della preziosa risorsa marittima casertana, è diventata una enorme discarica abusiva in movimento, che confluisce nello specchio d’acqua del già martoriato Litorale Domitio. 

Di fronte al fallimento del progetto di tutela, il 5 luglio 2016, l’allora sindaco di Castel Volturno intimò alla Provincia e, in subordine, alla Sma Campania, di ripristinare, l’impianto di grigliatura e di individuare il soggetto gestore. Il 21 luglio successivo fu firmata una scrittura privata fra l’amministrazione provinciale di Caserta e la Sma Spa, con la quale quest’ultima si assunse l’onere e le competenze di gestione dell’impianto e l’impegno di realizzare, a propria cura e spese, gli interventi straordinari e urgenti di pulizia e ripristino dell’impianto medesimo. L’atto, hanno ricostruito i pm, stabilì interventi in «4 fasi», l’ultima delle quali prevedeva consegna dell’impianto al soggetto che la Regione Campania avrebbe dovuto individuare per la gestione. 

Ad oggi, non risulta che la Regione abbia individuato alcun soggetto e «non possono ritenersi concluse le 4 fasi, né assolti e con esse gli obblighi assunti dalla Sma: sono le conclusioni della Procura alla luce della consulenza tecnico-specialistica da parte di geologo nominato dal pm, perizia che ha evidenziato «notevoli carenze nella gestione operativa dell’impianto con effetti di degradamento ambientale sia del canale dei Regi Lagni sia del prospiciente litorale, un aumento di livello del canale alla sua foce, tale da causare allagamenti e rigurgiti delle acque in uscita dal vicino impianto di depurazione di Villa Literno, e provocando l’alterazione dell’ecosistema della Foce dei Regi Lagni, la cui bellezza naturale è deturpata da odori nauseabondi, acqua torbida e spazzatura.

Le indagini hanno anche stabilito che, senza alcuna autorizzazione, la Sma ha raccolto e smaltito rifiuti per 56.440 kg, provenienti dalla separazione, a mezzo pala meccanica, dei rifiuti grossolani dalle acque del canale dei regi lagni e dei rifiuti trattenuti dalla griglia.

Il sindaco di Castel Volturno, Luigi Umberto Petrella, designato quale custode giudiziario dell’impianto, si dovrà avvalersi della vigili urbani per la verifica, anche giornaliera, delle prescrizioni del pm: manutenzione straordinaria per la rimozione dei detriti, installazione di sistemi di videosorveglianza e l’allaccio alla rete elettrica. 

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