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DOLCI & PIZZINI | Sono 7 i pentiti che incastrano i pasticcieri del clan: I NOMI

11 / 04 / 2019

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Redazione

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Ecco i 7 pentiti che hanno incastrato i pasticcieri di Zagaria

 

Sono venti punti vendita aperti in quattro diverse regioni intestati ad otto persone diverse che, però, secondo la ricostruzione della Dda farebbero capo tutte a Giuseppe Santoro, 51 ani di Casapesenna, e Pasquale Fontana, 47 anni di Casapesenna, entrambi considerati uomini di fiducia del capoclan Michele Zagaria. I ‘pasticcieri del clan’, così come sono stati ribattezzati, sono stati incastrati dalle dichiarazioni di sette pentiti che hanno svelato ai magistrati antimafia gli intrecci con l’ex primula rossa. 

I punti vendita finiti nel mirino dei magistrati sono quelli di San Marco Evangelista, Sessa Aurunca, Capodrise, Cellole, Casapulla, Santa Maria Capua Vetere, Pollena Trocchia, Baiano, Nola, Acerra, Frattamaggiore, Afragola, Caivano, Campobasso, Rimini e Pescara. Coloro che sono risultati intestatari dei punti vendita (residenti a Casapesenna, Casoria, Sperone, Pontelandolfo, Campobasso e Francavilla al Mare) sono indagati a piede libero (per loro non è stata chiesta la misura cautelare) per intestazione fittizia di beni.

A parlare coi magistrati della Dda sono stati Michele Barone, Massimiliano Caterino, Antonio Iovine, Attilio Pellegrino, Raffaele Piccolo, Salvatore ed Umberto Venosa. L’indagine che ha portato ai due arresti, è iniziata in modo alquanto causale, dopo la denuncia di smarrimento di un assegno da parte della moglie di Santoro rilasciato da una banda in provincia di Bologna. Il titolo di credito veniva sequestrato dai carabinieri dopo un tentativo di incasso in un altro istituto bancario di Nola e questo dava il via ad ulteriori accertamenti che permettevano di far notare agli inquirenti una ‘strana presenza’ fuori regione della società che si ritiene sia di proprietà di Santoro anche fuori regione, dove, ufficialmente, non aveva punti vendita o sedi dislocate. Ed alla fine dell’indagine, invece, si è scoperto un giro di intestazioni fittizie che è stato interamente ricostruito dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta che sono riusciti a chiedere ed ottenere anche il sequestro delle quote societarie, allargando l’inchiesta anche agli intestatari fittizi. 

Ha deciso di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (delegato per rogatoria dal gip del tribunale di Napoli) Pasquale Fontana. Fontana, difeso dagli avvocati Guido Diana e Gaetano Anastasio, a differenza del coindagato Giuseppe Santooro, ha deciso di rispondere, nell’interrogatorio di garanzia svoltosi in carcere a Santa Maria Capua Vetere, rigettando ogni addebito nei suoi confronti.

 

 

 

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