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CAMORRA & AFFARI | Il Resort di lusso in mano alla camorra: "Ero proprietario del 10%"

10 / 01 / 2019

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Redazione

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È (era) uno dei più celebri resort di lusso in Italia: l’Hyppo Kampos di Castelvolturno, con maneggio e piscine, è un fiore in mezzo al deserto. O, almeno, lo era. Nel periodo del massimo splendore del resort, sottobanco arrivavano fiumi di denaro dalla camorra. Lo dice chiaro e tondo Nicola Schiavone, il figlio pentito del boss Francesco Schiavone «Sandokan», il capo dei capi del clan dei Casalesi: «Finanziai con 150mila euro l’Hyppo Kampos Lodge Resort di Castel Volturno. Il denaro? Lo facevo recapitare a Sergio Pagnozzi, titolare del resort, attraverso l’avvocato Luca Martinelli».

Analitico, preciso: Schiavone jr ha fatto capire che il più grande complesso turistico della Campania era in parte suo. «Precisamente, ero proprietario di fatto del 10 per cento delle quote dell’Hyppo Kampos», ha ribadito. Parola del figlio «degenere» di una famiglia di mafiosissimi padri. E così, le dichiarazioni rese da Nicola Schiavone ieri, avrebbero, in maniera definitiva, scavato la fossa a qualsiasi speranza di vedere il resort restituito al legittimo proprietario. L’ultima parola resta quella dei giudici.

Nicola Schiavone si è presentato in udienza, ieri mattina, davanti ai giudici della sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Massimo Urbano. In discussione, ci sono i sigilli della dda di Napoli sui beni «occulti» della mafia casalese riconducibili al primogenito di Schiavone «Sandokan».

 

Hyppo Kampos castel volturno
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