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I giovani del PD tracciano la strada, basta divisioni, ripartiamo dai territori

29 / 05 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Dopo la sconfitta elettorale del PD delle ultime amministrative, il movimento in una tavola rotonda con giovani amministratori e segretari, analizzano e programmano il futuro in un documento: "La recente tornata amministrativa ci consegna un quadro in cui in tutto il paese il centro-destra subisce una sconfitta senza precedenti. Nonostante il pd ed il centro-sinistra si affermino nella stragrande maggioranza delle città, è lo scenario complessivo della politica italiana ad uscire fortemente indebolito. L’avanzare di forze  antisistema come il movimento 5 stelle mettono in evidenza la sfiducia verso le istituzioni e verso i partiti come forze in grado di trasformare la realtà e migliorare la vita delle persone, viene fuori un sentimento di cambiamento, di rottura con gli schemi tradizionali della partecipazione che i progressisti devono saper cogliere  facendosi potatori di una nuova idea di paese che rimetta al centro il lavoro e la lotta alla povertà. In questo contesto di avanzata del centro-sinistra Caserta è in chiara controtendenza, risulta essere componente minoritaria e fortemente marginale, qui il centro destra vince in alcuni casi stravince. Ci sono ragioni profonde in questo risultato, come la presenza di un blocco sociale economico e culturale radicato nella società e nelle classi dirigenti di questa provincia, ma c’è anche tanto altro; c’è l’abbandono da parte del partito di tante realtà, la solitudine a cui sono stati consegnate tanti  territori, la mancanza di un lavoro di sintesi tra tutte le risorse presenti nelle città ed in altri casi il prevalere dei personalismi e di incrostazioni correntizie che hanno portato in alcuni casi al prevalere di una logica perversa del tanto peggio tanto meglio. Emblematico da questo punto di vista il caso Aversa, dove il pd, nonostante la cattiva amministrazione delle giunte di centro destra, non è riuscito a mettere in campo una proposta convincente in grado di dare una prospettiva di rinascita alla città, il 6% è un risultato disastroso e sarebbe stato molto inferiore senza lo straordinario contributo dei giovani e delle donne. Oggi l’unico orizzonte strategico del partito casertano sembra essere la definizione delle candidature alle prossime elezioni politiche, il pd è diviso in una serie di entità scollegate l’una dalle altre, il cui unico obiettivo è rappresentato dal raggiungimento di un traguardo personale. Il dibattito sembra concentrasi tra chi chiede processi sommari e chi vuole mettere la testa sotto la sabbia e far finta che niente sia accaduto; né l’una né l’altra impostazione risponde alle esigenze reali di cui tutti noi abbiamo bisogno. Così non va, serve un rapido e radicale cambio di rotta, serve mettere le ambizioni personali al servizio dell’ambizione collettiva, serve un compromesso alto e nobile tra il gruppo dirigente e serve il protagonismo di una nuova generazione. Una delle espressioni più utilizzate nel nostro dibattito è “bisogna partire dal territorio”, ma quest’ultimo è sempre utilizzato come terreno di scontro per logiche che, con le reali questioni delle specifiche realtà, non c’entrano nulla. Noi vogliamo sostituire la retorica del territorio con una pratica concreta che ne valorizzi energie e risorse a cominciare dalla promozione della classe dirigente non in base alle logiche correntizie ma sulla base del merito e dell’iniziativa politica messa in campo, dando nuova centralità agli amministratori non solo come punti di riferimento locale ma anche come risorsa necessaria alla crescita del partito nel suo complesso e, soprattutto, valorizzare il territorio significa mettere in campo idee e politiche. Terra di Lavoro ed il mezzogiorno vivono la crisi in maniera ancor più drammatica, il nostro sistema produttivo sta scomparendo, viaggiare in quello che pochi anni fa era uno dei distretti industriali più floridi del sud significa attraversare un deserto, l’impoverimento delle famiglie e la nascita di nuove sacche di povertà raggiungono livelli intollerabili, l’unico destino riservato ai giovani sembra essere quello di andare via.
Caserta Politica S.M.C.V Salute Salute camorra
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