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I soldi dei Casalesi investiti in bar, ristoranti e pizzerie: l' inchiesta choc di Legambiente

17 / 08 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Un'aggressione senza precedenti al Made in Italy gastronomico. Le mafie a tavola sono il nuovo fronte della criminalita' organizzata. La denuncia arriva da Legambiente durante la manifestazione nazionale che si svolge a Rispescia (Gr) fino a domenica prossima. Secondo il Rapporto Ecomafia di Legambiente, nel 2011, sommando i dati messi a disposizione dal comando carabinieri per la tutela della salute, dal comando carabinieri politiche agricole, dal Corpo forestale dello stato e dalle capitanerie di porto, i reati accertati nel settore agroalimentare sono stati 13.867, piu' che triplicati rispetto al 2010, mentre i sequestri sono stati pari a 1,2 miliardi di euro, con un danno erariale di oltre 113 milioni. Sono 27, prosegue Legambiente, i clan, censiti dall'associazione ambientalista, con le 'mani in pasta'. A tavola e' seduto il gotha delle mafie: dai Gambino ai Casalesi, dai Mallardo alla mafia di Matteo Messina Denaro, dai Morabito ai Rinzivillo, e che investono anche nella ristorazione. Sulla base delle recenti inchieste e dei sequestri di beni, infatti, si e' stimato in almeno 5.000 il numero dei locali nelle mani della criminalita', fra ristoranti, pizzerie, bar, intestati soprattutto a prestanome e usati come copertura per riciclare i soldi sporchi.

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